Il National Institute for Health and Clinical Excellence (Nice) nelle sue raccomandazioni finali ha deciso di non supportare la rimborsabilità di imatinib nell'ambito del servizio sanitario britannico (Nhs) per i pazienti ai quali sia stato rimosso chirurgicamente un tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST).

L'agenzia britannica ritiene di non avere ancora una sufficiente evidenza clinica circa l'efficacia del farmaco per questa specifica indicazione. Nel corso del 2011, il Nice rivaluterà questa richiesta e per quel momento dovrebbero essere disponibili nuovi dati clinici.

Questa decisione, che fa seguito a un parere preliminare sfavorevole rilasciato lo scorso giugno, a detta di Andrew Dillon, chief executive del Nice, trae origine da una carenza di dati sull'effettiva efficacia del farmaco in questa specifica indicazione, nonché sull'incertezza circa la durata ottimale del trattamento e sulla possibilità di insorgenza di resistenze al farmaco. Ciononostante, Dillon ha affermato che "vi sono evidenze che imatinib possa ritardare la recidiva in certi pazienti ai quali il tumore GIST sia stato rimosso, ma non è ancora chiaro se il farmaco sia in grado di aumentare la sopravvivenza di questi pazienti e migliorare la loro qualità di vita." 

Attualmente il Nice raccomanda imatinib nei pazienti con leucemia mieloide cronica e nei pazienti con GIST inoperabile.

I tumori stromali del tratto gastrointestinale (denominati GIST) sono i tumori mesenchimali (ossia uscenti dal tessuto connettivo) più frequenti nell'apparato gastrointestinale e rappresentano l'1-3 % di tutti i tumori in questa parte del corpo. Circa la metà dei GIST si sviluppa nello stomaco e quasi il 30% nell'intestino tenue. Meno del 20% origina nell'esofago, nel colon e nel retto. Talvolta i GIST si sviluppano al di fuori del tratto intestinale, comunque nell'addome. Si ritiene che ogni anno in Italia circa 500-1.000 persone possano sviluppare un GIST.