Ipertensione polmonare, via libera del Chmp a riociguat

Ema
Il Chmp dell’Ema ha dato parere positivo all’approvazione di riociguat, farmaco sviluppato da Bayer per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare (PAH) e per l’ipertensione polmonare cronica tromboembolica (CTEPH). La decisione finale dell’Ema arriverà entro un paio di mesi.

Una volta approvato in via definitiva il farmaco sarà messo in commercio da Bayer con il marchio Adempas.

COME FUNZIONA RIOCIGUAT -  Riociguat è il primo farmaco di una nuova classe terapeutica chiamata “stimolatori della guanilato ciclasi solubile (SGC)”. Agisce sulla stessa via di segnalazione dell'ossido nitrico (NO), sostanza vasodilatante del corpo stesso. L’NO rilassa la muscolatura delle pareti dei vasi sanguigni, riduce la pressione arteriosa polmonare e riduce il carico del cuore modulando l'attività dell'enzima SGC.

Riociguat ha un duplice meccanismo d'azione. Agisce sensibilizzando la guanilato ciclasi solubile all’ossido nitrico, vasodilatatore naturale, e nello stesso tempo stimola direttamente la guanilato ciclasi solubile, indipendentemente dalla presenza o meno di ossido nitrico. Questo secondo meccanismo potrebbe essere importante in quanto i paziento con PH sono caratterizzati da ridotti livelli di NO nella circolazione polmonare. Riociguat ha il potenziale per superare i limiti delle terapie attualmente approvate per la PAH e per essere efficace in forme di PH in cui non esiste alcuna opzione terapeutica approvata, come la CTEPH e la PH-ILD.

Il farmaco è stato approvato lo scorso ottobre dall’Fda per il trattamento di PAH e CTEPH. Inoltre, il medicinale è stato approvato in Giappone, Canada e Svizzera per la cura della CTEPH.

STUDI CONDOTTI SU RIOCIGUAT
- La decisione del Chmp di dare il parere positivo all’approvazione di riociguat si basa sui dati di due studi di fase III randomizzati e controllati condotti sul farmaco, CHEST-1 and PATENT-1 e su risultati ad interim degli studi CHEST-2 e PATENT-2.

Lo studio CHEST-1 ha arruolato pazienti con CTEPH inoperabile e pazienti con malattia persistente anche dopo la procedura di endoarterectomia polmonare. I pazienti trattati con riociguat dopo 16 settimane di terapia, rispetto al placebo, hanno evidenziato un miglioramento statisticamente significativo del test del cammino in 6 minuti (p<0.0001).
Lo studio PATENT-1 è stato condotto in pazienti con ipertensione polmonare arteriosa. Nello studio, riociguat ha raggiunto l’endpoint principale dimostrando un’efficacia misurata con il test del cammino di sei minuti (6MWT). 

I risultati ad interim degli studi CHEST-2 e PATENT-2 hanno mostrato un buon profilo di sicurezza e un’efficacia sostenuta in un periodo di un anno.

MERCATO DELL'IPERTENSIONE POLMONARE - Secondo le stime di otto analisti finanziari, raccolte dalla testata Boomberg, entro il 2017 il riociguat potrebbe generare un fatturato annuo di $566 milioni.
Bayer entrerà così in competizione con la svizzera Actelion che con bosentan è il leader di mercato nel settore dell’ipertensione polmonare. A livello mondiale, bosentan genera vendite annue superiori al miliardo e mezzo di dollari ma il suo brevetto scadrà nel 2015.

Actelion ha di recente ricevuto l’approvazione Fda ed Ema per macitentan, un nuovo antagonista duale dei recettori dell'endotelina attivo per via orale e indicato per la terapia dell’ipertensione polmonare di classe WHO II e III (non per la CTEPH). In Europa, dove è stato approvato lo scorso mese di dicembre,  il farmaco verrà lanciato tra poche settimane inizialmente in Germania e poi a seguire anche negli altri paesi europei.

Anche il sildenafil di Pfizer (lo stesso principio attivo del Viagra) è molto usato per l’ipertensione polmonare classe III della classificazione OMS).

IPERTENSIONE POLMONARE
- L'Ipertensione Arteriosa Polmonare è una malattia rara, mortale e fortemente debilitante, che a livello mondiale  interessa circa 2,5 milioni di persone di cui 3mila nel nostro paese, soprattutto donne, ma nei soggetti dei sesso maschile la patologia si presenta ancora più grave. Deriva da un costante restringimento nei vasi sanguigni che portano il sangue ai polmoni, che provoca una progressiva condizione di alta resistenza vascolare e quindi un aumento patologico e prolungato della pressione che, col tempo, porta il cuore a perdere  la sua capacità di pompare il sangue necessario ai polmoni.

Per i pazienti diventa sempre più difficile eseguire le normali attività di tutti i giorni come lavarsi, vestirsi, camminare per un periodo anche breve di tempo e fare le scale: rappresentano uno sforzo fisico che non riescono ad affrontare.  La malattia influisce fortemente sulla vita delle persone: la stanchezza e la sensazione d'affanno che l'accompagnano possono compromettere fortemente lo svolgimento di una vita quotidiana normale. Si tratta di una condizione molto grave: la sopravvivenza, in assenza di trattamento, è di pochi anni.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), le categorie di ipertensione polmonare sono cinque: ipertensione polmonare tromboembolica cronica, ipertensione arteriosa polmonare, ipertensione polmonare con malattia ventricolare sinistra e ipertensione polmonare con pneumopatia e/o ipossiemia che comprende ipertensione polmonare con malattia polmonare cronica ostruttiva e ipertensione polmonare con malattia polmonare interstiziale.

L’ipertensione polmonare cronica tromboembolica (CTEPH) è una malattia mortale in cui l’occlusione tromboembolica (coagulo di sangue) dei vasi polmonari  porta gradualmente a un aumento della pressione nelle arterie polmonari.  Il trattamento standard raccomandato è una procedura chirurgica conosciuta come endoarterectomia polmonare, ma si stima che solo un quarto di tutti i pazienti nel mondo venga sottoposto a una valutazione chirurgica. Inoltre, la CTEPH è inoperabile in, si stima, il 20-40 per cento  dei pazienti e in alcuni casi la malattia persiste o si ripresenta anche dopo l’intervento chirurgico. Ad ora, non esiste terapia farmacologica approvata per il trattamento di CTEPH e quindi c’è un bisogno medico insoddisfatto per i pazienti che si possono sottoporsi all’intervento chirurgico o che presentano ipertensione polmonare persistente o ricorrente dopo l’intervento.