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Ipertensione polmonare, via libera del Chmp per selexipag

Il Chmp dell'Ema ha dato parere positivo per l'approvazione di selexipag per il trattamento dell'ipertensione arteriosa polmonare in pazienti in classe WHO II e III. Una volta approvato dall'Ema in via definita, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Uptravi

Il Chmp dell’Ema ha dato parere positivo per l’approvazione di selexipag per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare in pazienti in classe WHO II e III. Una volta approvato dall’Ema in via definita, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Uptravi. Il farmaco ha già ricevuto il via libera dell’Fda lo scorso 22 dicembre.

Selexipag è un profarmaco che viene metabolizzato in un agonista selettivo del recettore prostanoide IP. Si tratta di un farmaco orale, più facile da assumere rispetto agli analoghi della prostaciclina già disponibili e che vanno somministrati per via parenterale.

La domanda di registrazione si basa principalmente sui dati provenienti da uno studio di fase III, il  GRIPHON study,  condotto su 1156  pazienti con ipertensione arteriosa polmonare il farmaco sperimentale selexipag ha ridotto del 39% la morbidità e la mortalità rispetto al placebo.

Pubblicato sul NEJM il 24 dicembre del 2015 lo studio GRIPHON (Prostacyclin (PGI2) Receptor agonist In Pulmonary arterial HypertensiON) è un trial randomizzato, multicentrico, condotto in doppio cieco e controllato verso placebo, condotto per valutare efficacia sicurezza di selepaxipag in pazienti con ipertensione arteriosa polmonare.

Lo studio, il più ampio trial di outcome mai condotto  in questo setting, ha arruolato 1156 pazienti provenienti da 181 centri di 39 paesi situati nel Nord America, Europa Asia Pacifico e Africa.

I pazienti hanno ricevuto selexipag o placebo somministrati bid e potevano essere trattai anche con una terapia di base con antagonisti dei recettori dell’endotelina o inibitori della fosfodiesterasi-5.
Lo studio era 'event-driven', cioè è terminato nel momento in cui è stato raggiunto il numero pre-specificato di eventi.

Rispetto al placebo, selexipag ha ridotto del 39% (p<0,0001) il rischio di morbidità e mortalità. L’efficacia rimaneva invariata anche analizzando i pazienti per i vari sottogruppi: età, sesso, classe funzionale WHO, terapia di background. I pazienti sono stati trattati fino a 4,3 anni. Il profilo generale di tollerabilità era consistente con quello delle terapie con prostacicline.

I prostanoidi, analoghi della prostaciclina, agiscono legandosi ad un recettore specifico (IP1), che promuove un aumento dell’AMPc  intracellulare attraverso l’attivazione di una kinasi. I livelli dell’AMPc intracellulare sono regolati dal sistema delle fosfodiesterasi-3, che lo degradano ad AMP. Tutti gli effetti biologici dei prostanoidi (vasodilatazione, antiaggregazione piastrinica, inibizione della proliferazione delle cellule) sono mediati dall’AMPc e presuppongono la presenza di recettori IP1 sulle cellule bersaglio.

Il farmaco è stato inizialmente messo a punto dalla società Nippon Shinyaku, che nel 2008 ha siglato un accordo con Actelion. Quest’ultima ha la responsabilità dello sviluppo e della commercializzazione in tutti i paesi tranne il Giappone dove le due società lavoreranno congiuntamente.

Comunicato EMA