L'Agenzia Europea dei Medicinali ha finalmente permesso l'accesso ai report riguardanti i gravi eventi avversi dei farmaci. Il portavoce dell'agenzia ha dichiarato che in futuro verranno rese disponibili ancora più informazioni riguardanti i farmaci, in modo tale che i cittadini non avranno più bisogno di richiedere il permesso per ottenere i documenti specifici.

Questo caso è iniziato nel 2007 quando i ricercatori del Nordic Cochrane Centre danese avevano richiesto all'Ema di poter accedere a una serie di documenti relativi agli studi clinici condotti con i farmaci orlistat e rimonabant. L'Ema aveva rifiutato di dar seguito a questa richiesta motivando la decisione con il fatto che in questo modo si sarebbe minato l'interesse commerciale delle aziende produttrici.

I ricercatori avevano fatto presente che era molto improbabile che gli studi clinici contenessero dati a discapito degli interessi commerciali delle due aziende ma l'Ema aveva confermato la sua decisione negativa.
A quel punto i ricercatori danesi avevano sottoposto il caso al Mediatore Europeo, il greco Nikiforos Diamandouros, il quale dopo aver esaminato il caso ha concluso che i documenti richiesti non contenevano dati a detrimento degli interessi commerciali delle aziende produttrici e aveva detto che la decisione dell'ema di non divulgare questi dati costituiva un esempio di "cattiva amministrazione".

Aveva anche fatto scalpore la richiesta inoltrata nell'aprile 2008 da un cittadino irlandese di poter accedere ai documenti  sulla sicurezza dell'antiacne isotretinoina perché il figlio si era suicidato mentre era in terapia con il farmaco. E' attualmente in corso una causa legale per stabilire se vi è correlazione tra i due eventi. 
Inizialmente, l'agenzia europea aveva rifiutato di divulgare tali informazioni, allo scopo di tutelare la riservatezza del paziente. Dopo la rimozione dei dati personali, oggi l'Ema ha accettato di rilasciare anche tali rapporti.