Poche settimane fa, il 10 agosto, la Commissione europea ha approvato il nuovo analgesico tapentadolo. Il farmaco ha un duplice meccanismo d'azione che unisce in un'unica molecola l'effetto agonista sul recettore mu degli oppioidi e l'inibizione della ricaptazione della noradrenalina.

Il suo arrivo nelle farmacie europee è previsto per il prossimo ottobre in Germania; seguiranno la Danimarca e, via via, i restanti 24 Paesi europei, tra cui l'Italia, nei quali il farmaco è stato approvato.
L'introduzione in Italia è prevista per la fine del 2011: sarà disponibile in formulazione a rilascio prolungato per la gestione negli adulti del dolore cronico severo che possa essere trattato adeguatamente solo con analgesici oppioidi.

Una patologia, il dolore cronico, che coinvolge una fetta rilevante della popolazione. Secondo i risultati di una recente indagine infatti circa il 20% degli europei soffre di dolore cronico, di cui quasi un quarto in forma severa. Per quanto riguarda in particolare l'Italia si stima che la prevalenza del dolore cronico sia del 26%, percentuale cui corrispondono circa 15,6 milioni di persone.

L'efficacia di tapentadolo è stata dimostrata in diverse condizioni dolorose. Interessanti i dati relativi alla lombalgia cronica: in uno studio di fase III la riduzione dell'intensità del dolore ottenuta con tapentadolo dopo 12 settimane di mantenimento in pazienti che all'inizio dello studio presentavano un dolore di intensità severa (-0.8 [-1.23, -0.41]; p < 0.001) è risultata significativamente superiore rispetto al placebo e simile a quella di ossicodone, farmaco usato come confronto. Alla 12a settimana la variazione complessiva media dell'intensità del dolore fatta registrare da tapentadolo era inferiore di 2,9 punti rispetto alla condizione di partenza. Anche un'analisi combinata dei dati di 3 studi di fase III nel dolore muscolo-scheletrico ha dimostrato l'efficacia di tapentadolo rispetto al placebo. Anche i dati preliminari ottenuti nel dolore neuropatico sembrano promettenti e sono attualmente in corso dei trial clinici per valutare il farmaco nella lombalgia con componente neuropatica

Il farmaco ha anche evidenziato una buona tollerabilità. In uno studio clinico di fase III in pazienti con lombalgia ha dimostrato un profilo di tollerabilità superiore a quello di ossicodone. Complessivamente il 61,9% dei soggetti trattati con ossicodone hanno manifestato effetti collaterali gastrointestinali rispetto al 43,7% del gruppo in terapia con tapentadolo. Ciò ha determinato anche una minor incidenza di interruzioni del trattamento secondarie all'insorgenza di eventi avversi gastrointestinali. Un'ulteriore conferma giunge da un'analisi combinata di 3 studi di fase III che ha dimostrato un tasso di sospensione del trattamento inferiore per tapentadolo (43,5%) rispetto a ossicodone (61,7%).

Meccanismo d'azione di tapentadolo
Tapentadolo rappresenta il capostipite di una nuova proposta classe farmacologica denominata MOR-NRI (agonista dei recettori mu-oppioidi e inibitore della ricaptazione della noradrenalina), essendo nettamente distinto dagli altri analgesici centrali. Entrambi i meccanismi d'azione MOR e NRI, contribuiscono in modo complementare all'efficacia di tapentadolo nel dolore neuropatico e nocicettivo.

A livello spinale tapentadolo riduce i messaggi ascendenti del dolore attivando i recettori degli oppioidi e quindi inibendo la trasmissione dei segnali dolorosi. Inoltre tapentadolo inibisce il reuptake della noradrenalina; come conseguenza si ha un aumento dei livelli di noradrenalina nella giunzione sinaptica e l'attivazione dei recettori alfa2 a livello della membrana post-sinaptica. Ciò determina l'inibizione della trasmissione del dolore al talamo, struttura coinvolta nell'elaborazione cosciente del dolore. La combinazione di questi due meccanismi d'azione in un'unica molecola può rappresentare un vantaggio in condizioni che spesso coinvolgono una componente del dolore sia nocicettiva, sia neuropatica, come nella lombalgia severa cronica.

Inoltre il contributo dei due meccanismi, la componente MOR e NRI, può risultare in un risparmio delle due componenti e quindi spiegare la minore incidenza degli effetti collaterali tipici degli oppioidi osservata con tapentadolo rispetto ad altri oppiacei classici come ossicodone, farmaco utilizzato quale confronto nei trial clinici.