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Leucemia linfocitica cronica, parere europeo positivo per ibrutinib in prima linea in combinazione con rituximab

Il Comitato per i medicinali per uso umano dell'agenzia europea del farmaco ha concesso parere favorevole all'estensione dell'indicazione per l'impiego di ibrutinib in combinazione con rituximab nel trattamento di pazienti adulti con leucemia linfocitica cronica (LLC) precedentemente non trattati.

Il Comitato per i medicinali per uso umano dell'agenzia europea del farmaco ha concesso parere favorevole all’estensione dell’indicazione per l’impiego di ibrutinib in combinazione con rituximab nel trattamento di pazienti adulti con leucemia linfocitica cronica (LLC) precedentemente non trattati.

Il parere positivo è supportato dai dati dello studio E1912 di fase 3, progettato e condotto negli Stati Uniti da ECOG-ACRIN Cancer Research Group e sponsorizzato dal National Cancer Institute (NCI), uno degli Istituti del National Institutes of Health.

Lo studio ha valutato 529 pazienti con LLC di età uguale o inferiore a 70 anni (età mediana 58), non trattati precedentemente randomizzati 2:1 in modo da ricevere ibrutinib più rituximab (n=354) o la chemio-immunoterapia standard con fludarabina, ciclofosfamide e rituximab (FCR) (n=175). I risultati principali dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine e i risultati di follow-up mediani estesi a quattro anni sono stati presentati al Congresso annuale 2019 dell’American Society of Hematology (ASH).

"Ibrutinib in combinazione con rituximab rappresenta un'importante nuova opzione mirata e non chemioterapica per i pazienti con LLC", ha dichiarato John Gribben, Professor of Medical Oncology at St Bartholomew's Hospital, Barts Cancer Institute, Queen Mary, University of London. “Per le persone che vivono con LLC, la ricaduta è spesso inevitabile. L'uso di questa combinazione nel trattamento in prima linea ha il potenziale non solo di prolungare la vita, ma anche di offrire un profilo di tollerabilità con meno effetti collaterali legati alla chemioterapia."

Il parere positivo del Chmp arriva dopo l’approvazione dell’indicazione da parte della FDA americana ad aprile 2020. Si attende ora la relativa decisione della Commissione Europea.
 


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