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Melanoma avanzato, approvazione europea per uso combinato di nivolumab e ipilimumab

La Commissione europea ha approvato l'uso di nivolumab in combinazione con ipilimumab per il trattamento del melanoma avanzato (non resecabile o metastatico) in pazienti adulti. E' la prima approvazione per una combinazione di due immunoterapici impiegati per la cura di una forma tumorale.

La Commissione europea ha approvato l'uso di nivolumab in combinazione con ipilimumab per il trattamento del melanoma avanzato (non resecabile o metastatico) in pazienti adulti. E' la prima approvazione per una combinazione di due immunoterapici impiegati per la cura di una forma tumorale.

Nel prendere la sua decisione, la Commissione europea si è basata sui dati di due studi, CheckMate -067 (Fase III) e CheckMate -069 (Fase II), e in aggiunta ai dato di un altro trial di fase I (CA209-004).

CheckMate -067
I risultati di CheckMate -067, uno studio di fase III, sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine.

La mediana di sopravvivenza libera da progressione è stata di 11,5 mesi con la combinazione nivolumab + ipilimumab e di 6,9 mesi con nivolumab rispetto a 2,9 mesi con ipilimumab in monoterapia. La riduzione del rischio di progressione della malattia è stata del 58% con la combinazione dei due farmaci rispetto a ipilimumab e del 43% con nivolumab rispetto a ipilimumab.

“Siamo di fronte ad una pietra miliare nella ricerca contro il cancro – aveva affermato Jedd D. Wolchok, Direttore del melanoma and immunotherapeutics service al Memorial Sloan Kettering Cancer Center – CheckMate -067 è il primo studio di fase III a dimostrare risultati migliori per un inibitore del checkpoint immunitario PD-1, sia in monoterapia che in combinazione con un altro farmaco immuno-oncologico rispetto allo standard di cura nel trattamento di prima linea del melanoma avanzato.

Questo studio ha dimostrato, inoltre, una relazione fondamentale fra l’espressione della proteina PD-L1 e il trattamento con questi farmaci per quanto riguarda la sopravvivenza libera da progressione della malattia. La combinazione nivolumab + ipilimumab ha aumentato in maniera significativa la sopravvivenza libera da progressione nei pazienti i cui tumori avevano una espressione bassa o non esprimevano il PD-L1, rispetto a nivolumab o ipilimumab in monoterapia. Questo risultato offre ai clinici una percorso più chiaro nella definizione dell’approccio immuno-oncologico più appropriato per il paziente”.

Studio Check Mate 69
Si tratta di un trial di Fase 2, condotto in doppio cieco, randomizzato, che ha arruolato pazienti con melanoma non resecabile o metastatico non precedentemente trattati. Il trial ha incluso pazienti sia con BRAF wild-type sia con e BRAF positivo alla mutazione. L'endpoint primario era la risposta obiettiva tasso (ORR) in pazienti con BRAF wild-type.
Ulteriori misure di outcome di efficacia sono stati durata investigatore-valutato di risposta e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nei pazienti con BRAF V600 wild-type melanoma.

Nello studio, pubblicato sul NEJM, il team di esperti, insieme ai ricercatori dell’Harvard Ludwig Cancer Center guidati dal Dr. Stephen Hodi hanno arruolato 142 pazienti con melanoma avanzato non trattati precedentemente, dei quali 109 presentavano una mutazione del gene BRAF.
Dei partecipanti senza mutazione di BRAF, 72 sono stati trattati con la combinazione di ipilimumab e nivolumab, seguita da nivolumab in monoterapia, gli altri 37 pazienti hanno ricevuto ipilimumab più placebo.

Il team ha osservato che nei pazienti trattati con ipilimumab più nivolumab il tasso di risposta oggettiva generale era pari al 61%, con il 22% di risposte complete, rispetto a un tasso di risposta dell’11% nei pazienti trattati solo con ipilimumab, senza alcuna risposta completa. Lo stesso fenotipo è stato osservato nei pazienti con mutazione del gene BRAF.

Per quanto riguarda la sicurezza, gli eventi avversi erano più pronunciati nel gruppo trattato con la combinazione dei farmaci, in cui è deceduti il 27% dei partecipanti, rispetto all’11% del gruppo assegnato alla monoterapia.