GlaxoSmithKline ha depositato all’Ema la domanda di registrazione per trametinib (MEK) in monoterapia e in associazione con dabrafenib (BRAF)/MEK) per la terapia dei pazienti con melanoma non resecabile o metastatico che presentano una mutazione del Braf V600. L’Ema ha concesso la valutazione con procedura accelerata, cioè l’agenzia darà una risposta entro 150 giorni dalla data di deposito. La domanda per dabrafenib in monoterapia era già stata presentata lo scorso mese di agosto.

La domanda comprende i dati di uno studio di fase III che ha valutato trametinib in monoterapia rispetto alla monoterapia con dacarbazina in pazienti con melanoma metastico e mutazione Braf.

Del dossier registrativo fa parte anche uno studio di fase I/II pubblicato sul NEJM e condotto con dabrafenib in monoterapia confrontato con l’associazione di dabrafenib e trametinib, sempre nel melanoma positivo alla mutazione Braf.

Il programma di studi di fase III attualmente in corso comprende tre studi, due nel setting metastatico NCT01584648 and NCT01597908)e uno in quello adiuvante (NCT01682083).
Attualmente, nessuno dei due farmaci è ancora approvato in alcun Paese.

Trametinib (GSK1120212) è una piccola molecola somministrabile per os, inibitore selettivo di MEK1 e MEK2, parte della via MAP-chinasi (proteina attivata da mitogeni), della quale anche BRAF è un componente. Negli studi rergistrativi, il farmaco è in grado di migliorare il PFS e l’OS, rispetto alla chemioterapia, in pazienti con melanoma con mutazione di BRAF V600E o V600K.

Dabrafenib viene assunto oralmente ed agisce inibendo BRAF V600E-mutato, una proteina alterata che induce la crescita del melanoma metastatico. Il gene BRAF codifica per la proteina chiamata B-Raf, importante mediatore della crescita e della divisione cellulare, ma la mutazione  V600E implica una sostituzione di un residuo di valina con uno di acido glutammico in posizione 600 che la rende 10 volte più attiva rispetto a quella wild-type causando il 60% dei casi di melanoma, la forma più mortale di tumore della pelle e dell'8% circa di tutti i tumori solidi.

Ogni anno nel mondo vengono diagnosticati circa 160mila nuovi casi di melanoma e sono circa 48mila i decessi ad esso correlati; tra i tumori in pazienti sotto i 40 anni, l’incidenza di melanoma è secondo solo al carcinoma della mammella per le donne e alle leucemie per gli uomini.