Dopo l'approvazione dell'Fda di tre mesi fa adesso anche la Commissione europea ha dato il via libera all’utilizzo di ipilimumab nella terapia dei pazienti adulti con melanoma avanzato precedentemente trattati. Ipilimumab passa ora al vaglio delle Autorità Regolatorie italiane. Una volta approvato in via definitiva, il farmaco sarà messo in commercio da Bristol-Myers Squibb con il marchio Yervoy.

Ipilimumab, immunoterapia dal funzionamento innovativo, sviluppata da Bristol-Myers Squibb, ha evidenziato un miglioramento della sopravvivenza nei pazienti colpiti dalla malattia in fase metastatica in uno studio di Fase III, randomizzato, in doppio cieco, pubblicato sul “New England Journal of Medicine” nel giugno 2010.
Basandosi sulle curve di Kaplan-Meier, i tassi di sopravvivenza a 12 e a 24 mesi per i pazienti trattati con ipilimumab erano rispettivamente del 46% e del 24% rispetto al 25% e 14% del braccio di comparazione, con alcuni pazienti ancora in vita anche a 3 e 4 anni.

Sono già tremila i pazienti europei che hanno già ricevuto il medicinale prima dell'approvazione attraverso la modalità dell’uso compassionevole, compresi 600 italiani che si sono rivolti ai centri specialistici italiani per ottenere la nuova cura, offerta gratuitamente dall'azienda. Per uso compassionevole” (o “compassionate use”) si intende la possibilità di utilizzare trattamenti non ancora disponibili sul mercato per pazienti con patologie molto gravi per i quali non è disponibile alcuna alternativa terapeutica, e contemporaneamente l’inserimento in un trial clinico non sia perseguibile.

“Con l’approvazione di ipilimumab, i medici ora hanno una nuova opzione da offrire ai pazienti con melanoma metastatico. La possibilità di sopravvivenza è prolungata non di mesi, ma potenzialmente di anni – afferma il Professor Alexander Eggermont, Direttore Generale dell’Istituto Gustave Roussy di Parigi -. Si spera che la nuova modalità di azione di ipilimumab, insieme al fatto che la dose raccomandata prevede 4 infusioni in 3 mesi, sia in grado potenzialmente di cambiare il modo in cui trattiamo i pazienti con melanoma avanzato precedentemente sottoposti a terapia. È l’esempio del risultato che si può ottenere liberando il potere della risposta immunitaria del nostro organismo”.

Ipilimumab rappresenta un nuovo approccio terapeutico nella immuno-oncologia, una disciplina in continua evoluzione; colpisce indirettamente il tumore stimolando il sistema immunitario del paziente a riconoscere e distruggere le cellule cancerogene. Ipilimumab in particolare blocca l’antigene 4 associato ai linfociti T citotossici (CTLA-4), che gioca un ruolo nel sopprimere la normale risposta immunitaria. Ipilimumab blocca quella soppressione permettendo al sistema immunitario di rispondere alla presenza di corpi esterni come le cellule cancerogene.

Meccanismo di azione di ipilimumab
Ipilimumab agisce al livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso un  meccanismo target che rimuove i ‘blocchi' della risposta immunitaria antitumorale.
Il farmaco è un anticorpo monoclonale diretto contro il CTLA-4 (Cytotoxic T-Lymphocyte Antigen 4), un recettore appartenente alla superfamiglia delle Ig (immunoglobuline) espresso sui linfociti T CD4+ e CD8+ recentemente attivati. La presenza o meno del CTLA-4 può aumentare o sopprimere la risposta immunitaria mediata dalle cellule T che si scatena per contrastare la malattia. Ipilimumab è disegnato per bloccare l’attività del CTLA-4 e in questo modo sostiene una risposta immunitaria diretta contro le cellule cancerogene.

Melanoma
Il melanoma è una forma di cancro dell’epidermide caratterizzata dalla crescita incontrollata dei melanociti, cellule pigmentate contenenti melanina localizzate sulla pelle. La fase avanzata si verifica quando il cancro si diffonde oltre la superficie della pelle ad altri organi, come i linfonodi, i polmoni, il cervello o altre parti del corpo. Alcune cellule cancerogene possono evitare la sorveglianza da parte del sistema immunitario, permettendo così al tumore di sopravvivere.

Se individuato nelle fasi iniziali, il melanoma può quasi sempre essere curato. Ciononostante, il melanoma avanzato è una delle forme più aggressive di cancro con il 75% delle persone che muoiono entro un anno. A causa di una prognosi molto infausta e della mancanza di trattamenti efficaci per i pazienti colpiti da melanoma metastatico in Stadio III non operabile e in Stadio IV, il bisogno di cure è ancora insoddisfatto.
Rispetto a quanto avviene nella maggior parte degli altri tumori solidi, il melanoma colpisce persone più giovani, con un’età mediana alla diagnosi di 57 anni ed un’età mediana al decesso di 67 anni.