Immediata la reazione di Merck KGaA al parere negativo degli esperti del Chmp espresso lo scorso 23 luglio relativamente all'utilizzo di cetuximab (Erbitux) nel tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC).
L'azienda tedesca ha deciso di presentare un appello basandosi sul feed back ottenuto dalle consultazioni con membri influenti della comunità scientifica che si occupa di questo tipo di tumore, sia sui dati clinici già disponibili.

Facendo riferimento allo studio FLEX (First-Line ErbituX in lung cancer), l'azienda ha sottolineato come si sia trattato della prima volta che un farmaco biologico ha aumento la sopravvivenza in tutte le categorie di pazienti affetti da tumore NSCLC.  Lo studio FLEX ha coinvolto 1.125 pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule in fase avanzata che in precedenza non avevano ricevuto chemioterapia.

In questo studio l'aggiunta di cetuximab ha portato la sopravvivenza media da 10,1 a 11,3 mesi (p=0.0441).
Nella sua decisione, il Chmp ha affermato che il farmaco ha determinato miglioramenti "modesti" in termini di sopravvivenza quando aggiunto alla chemioterapia standard. Il Chmp ha anche sottolineato gli effetti collaterali del farmaco evidenziatisi in alcuni pazienti.
L'azienda si è detta disponibile a operare una selezione dei pazienti che maggiormente possono beneficiare del farmaco e non intende condurre ulteriori trials clinici.