Mieloma multiplo, ok europeo per daratumumab in prima linea nei pazienti non idonei al trapianto

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La Commissione europea ha approvato l'estensione dell'attuale autorizzazione all'immissione in commercio relativa a daratumumab per l'utilizzo come terapia di prima linea. L'approvazione si riferisce all'uso di daratumumab, in combinazione con bortezomib, melfalan e prednisone, per il trattamento dei pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non idonei al trapianto autologo di cellule staminali (ASCT).

La Commissione europea ha approvato l’estensione dell'attuale autorizzazione all'immissione in commercio relativa a daratumumab per l'utilizzo come terapia di prima linea. L’approvazione si riferisce all'uso di daratumumab, in combinazione con bortezomib, melfalan e prednisone, per il trattamento dei pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non idonei al trapianto autologo di cellule staminali (ASCT).

"A ogni recidiva, trattare il mieloma multiplo diventa sempre più difficile e quindi nella terapia di prima linea l'obiettivo è prevenire il più possibile la progressione del tumore", ha dichiarato la Dott.ssa Maria-Victoria Mateos, ricercatore responsabile dello studio ALCYONE e direttore dell'unità per i mielomi presso l'ospedale universitario di Salamanca-IBSAL, in Spagna. "Per la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti di nuova diagnosi, in particolare per quelli non idonei al trapianto, è essenziale scegliere il giusto regime terapeutico; daratumumab quindi può offrire un nuovo e importante standard di cura per questa indicazione".

Finora, in Europa, daratumumab era indicato per l'utilizzo in combinazione con lenalidomide e desametasone, o con bortezomib e desametasone, per il trattamento dei pazienti adulti con mieloma multiplo già sottoposti ad almeno una terapia precedente; e in monoterapia per il trattamento dei pazienti adulti con mieloma multiplo recidivo e refrattario, la cui terapia precedente includeva un inibitore del proteasoma (PI) e un agente immunomodulatore, e con progressione dimostrata della malattia rispetto all'ultimo trattamento terapico.

Daratumumab è un farmaco biologico innovativo mirato alla CD38, una proteina di superficie con espressione elevata in diverse cellule di mieloma multiplo, indipendentemente dalla fase della malattia. Si ritiene che daratumumab provochi la morte delle cellule tumorali tramite diversi meccanismi d'azione immunomediati, inclusa la citotossicità complemento-dipendente (CDC), la citotossicità anticorpo-dipendente mediata da cellule (ADCC) e la fagocitosi cellulare anticorpo-dipendente (ADCP), oltre che tramite l'apoptosi, in cui una serie di passaggi molecolari nella cellula ne provoca la morte.

I dati sui quali si basa la nuova approvazione
L’approvazione europea si basa sui risultati dello studio ALCYONE, un trial randomizzato, in aperto e multicentrico, recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine. Lo studio ha arruolato 706 pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non idonei alla chemioterapia ad alto dosaggio con ASCT. I risultati hanno mostrato che daratumumab più VMP (bortezomib, melfalan e prednisone) ha ridotto il rischio di progressione della malattia o di morte del 50 per cento, rispetto al solo VMP.

La sopravvivenza libera da progressione mediana (PFS) per il gruppo daratumumab non è ancora stata raggiunta, rispetto a una stima di PFS mediana di 18,1 mesi per i pazienti che hanno ricevuto VMP. Nel frattempo, la sicurezza della terapia combinata con daratumumab era coerente con i profili di sicurezza noti della monoterapia con daratumumab e della terapia con VMP.