Amgen e la sua società controllata Onyx Pharmaceuticals hanno annunciato la sottomissione  all’Ema della richiesta di Autorizzazione all’Immissione in Commercio di carfilzomib per il trattamento di pazienti affetti da  mieloma multiplo recidivato che hanno ricevuto almeno una precedente linea di trattamento.

Carfilzomib, a cui nel 2012 è stata riconosciuta l’approvazione accelerata da parte dell’ Fda, appartiene ad una classe di farmaci chiamati “inbitori del proteasoma”. Il farmaco è un inibitore del proteasoma di nuova generazione e si lega irreversibilmente al proteasoma 20S, responsabile della degradazione di svariate proteine cellulari, inibendone l'attività chimotripsino-simile. L'inibizione della proteolisi mediata dal proteasoma porta a un accumulo di proteine poliubiquinate, che può condurre a sua volta a un arresto del ciclo cellulare, all'induzione dell'apoptosi e all'inibizione della crescita tumorale.

L'inibizione della funzione del proteasoma induce un arresto del ciclo cellulare e la morte della cellula. Le cellule tumorali sono più sensibili a questi effetti rispetto alle cellule sane, sia perchè si dividono più rapidamente, e sia perché la maggior parte dei normali processi di regolazione sono interrotti. Il meccanismo che porta ad una risposta finale diversa fra cellule sane e cellule cancerogene per quanto riguarda l'inibizione dei proteasomi non è ancora del tutto chiarito e compreso. Tuttavia, è ben noto che le cellule cancerogene sono più sensibili agli inibitori del proteasoma che, quindi, potrebbero risultare trattamenti efficaci per certi tipi di cancro.

Il farmaco appartiene alla stessa classe di bortezomib; rispetto a quest'ultimo, tuttavia, carfilzomib dovrebbe essere più specifico e avere quindi un miglior profilo di tollerabilità.

Nell’Unione Europea, carfilzomib ha ricevuto la designazione di “farmaco orfano” e ha ottenuto la valutazione accelerata da parte dell'Ema. Qualora approvato, sarà messo in commercio con il marchio Kyprolis.

La richiesta di Autorizzazione all’Immissione in Commercio è basata principalmente sui dati dello studio di Fase III “ASPIRE” (CArfilzomib, Lenalidomide, and DexamethaSone versus Lenalidomide and Dexamethasone for the treatment of PatIents with Relapsed Multiple MyEloma).

Informazioni sullo studio ASPIRE
Lo studio randomizzato internazionale di fase 3 “ASPIRE” (CArfilzomib, Lenalidomide, and DexamethaSone versus Lenalidomide and Dexamethasone for the treatment of PatIents with Relapsed Multiple MyEloma) ha valutato carfilzomib in combinazione con lenalidomide e desametasone a basso dosaggio rispetto ai soli lenalidomide e desametasone a basso dosaggio, in pazienti con mieloma multiplo recidivante dopo il trattamento con 1-3 regimi precedenti.

L’endpoint primario dello studio era la Progression Free Survival (PFS), definita come il tempo intercorso dall’inizio del trattamento alla progressione della malattia o al decesso. Gli endpoint secondari comprendevano la Overal Survival (OS), il tasso di risposta globale, la durata della risposta, il tasso di controllo della malattia, la qualità di vita correlata allo stato di salute e la sicurezza.

I pazienti sono stati randomizzati alla somministrazione di carfilzomib (20 mg/m2 ai giorni 1 e 2 del primo ciclo, quindi 27 mg/m2 nei cicli successivi), in aggiunta a dosi standard di lenalidomide (25 mg/die per 21 giorni alternati a 7 giorni di sospensione) e desametasone a basso dosaggio (40 mg/settimana in cicli di 4 settimane), vs somministrazione di lenalidomide e desametasone a basso dosaggio.

Nel braccio trattato con carfilzomib, i pazienti hanno ricevuto infusioni da 10 minuti ai giorni 1, 2, 8 ,9, 15 e 16. Carfilzomib è stato omesso ai giorni 8 e 9 durante i cicli 13-18 e non è stato somministrato per più di 18 cicli. Per lo studio sono stati randomizzati 792 pazienti in centri situati in Nord America, Europa e Israele.