Il National Institute for Health and Clinical Excellence (Nice), ha raccomandato l'uso di rituximab come terapia di mantenimento nei pazienti con linfoma follicolare non-Hodgkin che hanno risposto alla terapia di induzione con rituximab più chemioterapia.

A marzo, l’Agenzia britannica aveva votato contro l’uso del farmaco per questa indicazione, ma ha successivamente cambiato opinione sulla base di nuovi dati che dimostrano l’efficacia di rituximab nel prevenire la diffusione e la crescita del linfoma dai tre ai quattro anni.

Inoltre, secondo Roche, l’azienda che ha sviluppato il farmaco, rituximab ha dimostrato di dimezzare il tasso di recidiva a 3 anni, rispetto al tradizionale approccio “watch-and-wait”, ovvero un periodo nel trattamento del linfoma in cui non si interviene con impiego di farmaci.

Il Nice ha affermato che, oltre a essere efficace, il farmaco offre un ottimo rapporto qualità/prezzo per il Sistema sanitario nazionale britannico. Rituximab ha ricevuto l’approvazione per questa indicazione, da parte dell’Ema lo scorso ottobre e dell’Fda alla fine di gennaio.

Linfoma follicolare
Il linfoma follicolare è un linfoma non-Hodgkin a basso grado o indolente che origina dalle cellule B dei centri germinativi dei linfonodi. E' quindi composto da cellule simili ai linfociti dei normali centri germinativi, ossia centrociti, centroblasti, e immunoblasti.

E' il secondo tipo di linfoma più frequente dopo il linfoma a grandi cellule B, più frequente negli anziani con sopravvivenze mediane di 8-10 anni. Morfologicamente si riconosce per l'alta proliferazione e l'assenza dell'antigene CD10 nelle aree inter-follicolari; si classifica in 3 categorie a secondo del grado istologico dettato dalla presenza dei centroblasti e si chiamano follicolari per la presenza quasi costante di un'architettura follicolare.

Documento del NICE