Il Nice, il cosiddetto "cane da guardia" inglese preposto alla valutazione del rapporto costo-efficacia dei farmaci, per la seconda volta ha detto no alla rimborsabilità di lapatinib (Tyverb, GlaxoSmithKline) da parte del servizio sanitario nazionale britannico (NHS) per il trattamento delle donne con carcinoma mammario avanzato HER2-positivo, in combinazione con capecitabina (Xeloda, Roche).
Già in marzo l'Agenzia britannica si era espressa negativamente in proposito. La nuova bocciatura arriva dopo un riesame del farmaco alla luce delle nuove linee guida del NICE sulla valutazione dei trattamenti in piccole popolazioni di pazienti con breve aspettativa di vita.

L'agenzia ha  riconosciuto che la terapia combinata rallenta la progressione della malattia e aumenta la sopravvivenza libera da progressione, ma ha comunque giudicato lapatinib troppo costoso in rapporto al beneficio offerto per le risorse del NHS.
La scorsa primavera l'azienda aveva fatto ricorso, proponendo un "programma di accesso alla cura", in base al quale avrebbe fornito gratuitamente il farmaco per tre mesi, scaduti i quali il NHS avrebbe dovuto sostenerne il costo nelle pazienti che continuavano a trarre un beneficio clinico dalla cura anche dopo questo intervallo. Ma non è stato sufficiente.

Comprensibile disappunto da parte di Glaxo, anche perché, nonostante la Gran Bretagna non sia uno dei mercati mondiali più importanti, le valutazioni del NICE sono guardate con grande attenzione dagli altri governi e dalle compagnie di assicurazioni. Ma non è detta l'ultima parola. La versione finale del documento consultivo - quello appena diffuso è solo una bozza - è attesa all'incirca per il mese prossimo.
Documento del NICE