Il National Institute for Health and Clinical Excellence (Nice) ha appena diffuso una bozza del documento in cui raccomanda il servizio sanitario britannico (Nhs) di non rimborsare eribulina come trattamento per il cancro al seno avanzato. Grande disappunto di Eisai, che ora deciderà sul da farsi.

Andrew Dillon, direttore esecutivo del Nice, nel comunicato diffuso dall’agenzia fa notare che la prova principale presentate da Eisai a sostegno del farmaco si basa su un solo studio che ha messo a confronto eribulina con il trattamento deciso dal medico. "Sebbene lo studio abbia indicato che eribulina potrebbe aiutare i pazienti a vivere un po’ più a lungo, ha anche evidenziato che il farmaco provoca effetti collaterali più negativi rispetto ad altri trattamenti" ha affermato Dillon.

Nel documento del Nice si sottolinea inoltre che se anche l'agenzia avesse dato il suo benestare al rimborso di eribulina, lo avrebbe fatto solo come terapia di terza o quarta linea dopo il trattamento con vinorelbina e capecitabina,a causa del profilo di tossicità della molecola.
In particolare, il Nice si espresso contro l'utilizzo di eribulina come trattamento per il tumore della mammella localmente avanzato o metastatico nelle pazienti andate in progressione dopo almeno due regimi di chemioterapia per la malattia avanzata.

La bocciatura dell’agenzia britannica è arrivata a dispetto di un’offerta di Eisai per rendere disponibile l'agente a un prezzo scontato, anche se non si conosce l’entità dello sconto. Secondo l’azienda, il prezzo del farmaco nel Regno Unito è attualmente il più basso al mondo. Tuttavia, secondo i calcoli del Nice, il costo stimato per QALY guadagnato con eribulina sarebbe superiore di 68.600 £. rispetto a quello del 'trattamento di scelta del medico'’.

Fintanto che il Nice non avrà preso la sua decisione finale, l’NHS dovrebbe decidere a livello locale se rimborsare il farmaco e le pazienti che attualmente sono in terapia con eribulina dovrebbero avere la possibilità di continuare la terapia fino a quando i loro medici ed esse stessa ritengano opportuno sospenderla.

Nota anche come E7389, eribulina è una molecola derivata dalle halicondrine, sostanze naturali marine con attività antitumorale, isolate per la prima volta nel 1992 dalla spugna giapponese Halichondria okadai. Queste molecole sono potenti inibitori della tubulina e causano un arresto del ciclo cellulare nella fase G2 - M, provocando nel contempo la distruzione del fuso mitotico.

Il farmaco ha ottenuto lo scorso marzo il via libera dell'Ema come terapia di terza linea del carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico, mentre nel novembre era stato approvato anche dall'Fda.