Il Chmp ha dato parere sfavorevole all'approvazione di una nuova indicazione per il farmaco biologico bevacizumab (Avastin, Roche): il trattamento del glioblastoma dopo ricaduta, in monoterapia o in combinazione con  irinotecan. L'anticorpo monoclonale anti-VEGF è già approvato per il trattamento di diversi altri tumori: mammella, rene, polmone e colon-retto.

La richiesta di registrazione si basava sui dati dello studio BRAIN, un trial clinico di fase II condotto su 167 pazienti affetti da glioblastoma già trattato. Due le misure di efficacia principali: il numero di pazienti responder al trattamento e la sopravvivenza libera da progressione dopo 6 mesi di trattamento. I risultati dello studio sono stati presentati anche all'ultimo congresso congiunto dell'ECCO e dell'ESMO, il più importante appuntamento europeo di oncologia, tenutosi lo scorso settembre a Berlino.

Secondo la valutazione del Chmp, lo studio non ha fornito prove sufficienti dei benefici offerti dal farmaco perché il numero dei pazienti che hanno risposto al trattamento non è stato così elevato e in più le percentuali di risposta potrebbero non essere una misura adeguata dell'efficacia del prodotto. Inoltre, si legge nella nota, non è stato possibile valutare i risultati relativi alla sopravvivenza perché lo studio non ha confrontato direttamente bevacizumab con nessun altro trattamento. Da qui, Il voto negativo del comitato alla domanda di estensione delle indicazioni.