Il Chmp dell'Ema ha raccomandato l'aggiornamento della scheda tecnica del farmaco antiaritmico vernakalant (Brinavess, Merck Sharp & Dohme). La decisione si è resa necessaria alla luce della comparsa di alcuni casi di ipotensione severa e di shock cardiogeno in pazienti arruolati in uno studio clinico ancora in corso. Lo shock cardiogeno è una sindrome clinica caratterizzata dalle risposte dell'organismo alla riduzione del flusso ematico ai tessuti periferici a causa di una insufficiente gittata cardiaca.

La nuova controindicazione estende a 4 ore dopo la somministrazione del farmaco il tempo nel quale i pazienti che assumono vernakalant non devono assumere altri antiaritmici per via endovenosa di classe I e III. Il Chmp ha anche chiesto che al personale sanitario venga inviata una lettera per ricordare che i pazienti che ricevono vernakalant devono essere frequentemente monitorati durante la somministrazione del farmaco  e fino a due ore dopo l'inizio dell'infusione del farmaco e dopo che i parametri ECG si sono stabilizzati.

Vernakalant è approvato per la rapida conversione in ritmo sinusale dopo episodi di fibrillazione atriale (FA) in pazienti adulti. Il farmaco si rivolge a pazienti non chirurgici con FA da non più di 7 giorni e per pazienti dopo interventi di cardiochirurgia con FA da non più di 3 giorni

Vernakalant è un bloccante dei canali ionici con elevata selettività per i canali atriali, che non causa aritmia ventricolare. E' stato sviluppato sia in formazione intravenosa, già approvata dall'Ema, per la conversione dei pazienti acuti sia in formulazione orale per il mantenimento del ritmo sinusale dei pazienti a rischio di sviluppare fibrillazione atriale. Quest'ultima è ancora in fase III di sviluppo clinico.