Ok del Chmp a CPX-351 per due tipi di leucemia mieloide acuta

Ema

Il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha raccomandato l'approvazione di CPX-351, una combinazione fissa di daunorubicina e citarabina, per i pazienti adulti con leucemia mieloide acuta correlata alla terapia (t-AML), cioè secondaria alla chemio o radioterapia, oppure leucemia mieloide acuta con cambiamenti legati alla mielodisplasia (AML-MRC), di nuova diagnosi. La Commissione europea esaminerà ora la raccomandazione del Chmp edentro un paio di mesi prenderà quindi una decisione definitiva sull'approvazione di CPX-351 nell'Unione europea.

Il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha raccomandato l'approvazione di CPX-351, una combinazione fissa di daunorubicina e citarabina, per i pazienti adulti con leucemia mieloide acuta correlata alla terapia (t-AML), cioè secondaria alla chemio o radioterapia, oppure leucemia mieloide acuta con cambiamenti legati alla mielodisplasia (AML-MRC), di nuova diagnosi.

La Commissione europea esaminerà ora la raccomandazione del Chmp edentro un paio di mesi prenderà quindi una decisione definitiva sull'approvazione di CPX-351 nell'Unione europea.

Sviluppato dalla società irlandese Jazz Pharmaceutical, il farmaco, una volta approvato, sarà commercializzato con il marchio Vyxeos.

"Se approvato dalla Commissione europea, Vyxeos diventerà la prima opzione di trattamento chemioterapico disponibile per i pazienti europei con leucemia mieloide acuta secondaria a chemio o radioterapia o leucemia mieloide acuta con cambiamenti correlati alla mielodisplasia” ha dichiarato in una nota Allen Yang, direttore medico di Jazz Pharmaceuticals.

CPX-351 è una formulazione liposomiale di citarabina e daunorubicina incapsulate con un rapporto molare 5:1 tra i due farmaci.

La raccomandazione del Chmp si basa sui risultati di cinque studi, tra cui uno studio registrativo di fase III, nel quale CPX-351 è stato confrontato con la combinazione standard di citarabina e daunorubicina, il cosiddetto regime 7 + 3, in pazienti con t-AML o AML-MRC di nuova diagnosi. In questo trial, la sopravvivenza globale (OS) mediana è risultata di 9,56 mesi (IC al 95% 6,60-11,86) con CPX-351 contro 5,95 mesi (IC al 95% 4,99-7,75) con il regime 7 + 3, con una riduzione del 31% del rischio di decesso (HR 0,69; P = 0,005).

Lo studio ha coinvolto 309 pazienti di età compresa fra i 60 e i 75 anni, stratificati in due sottogruppi in base all’età: da 60 a 69 anni (198 pazienti) o da 70 a 75 anni (111 pazienti).  partecipanti sono stati assegnati in rapporto 1:1 al trattamento con CPX-351 oppure il regime 7 + 3.

Il tasso di risposta completa (CR) o CR con recupero incompleto delle piastrine o dei neutrofili (CRi) è risultato del 47,7% con CPX-351 contro 33,3% con il regime 7 + 3 (OR 1,77; IC al 95% 1,11-2,81; P = 0,016), mentre il tasso di sola CR è risultato rispettivamente del 37,3% contro 25,6% (P = 0,04).

L’OS a 12 mesi è risultata pari al 41,5% nel braccio trattato con CPX-351 contro 27,6% nel braccio trattato con il regime 7 + 3, mentre l’OS a 24 mesi è risultata rispettivamente del 31,1% contro 12,3%.
La sopravvivenza libera da eventi (EFS) mediana è stata di 2,53 mesi (IC al 95% 2,07-4,99) con CPX-351 contro 1,31 mesi (IC al 95% 1,08-1,64) con 7 + 3 (HR, 0,74; P = 0,021).

In un'analisi esplorativa dello studio su pazienti con LMA secondaria, non trattati in precedenza, 34 (il 65%) dei 52 pazienti del braccio trattato con CPX-351 che hanno proseguito con il trapianto erano ancora in vita dopo un follow-up mediano di 521 giorni, mentre nel braccio trattato con il regime 7 + 3, dopo 442 giorni di follow-up, erano vivi 13 pazienti su 39 (il 33%).

Dal momento del trapianto, l'OS mediana non è stata raggiunta nel braccio assegnato a CPX-351 ed è risultata di 10,25 mesi in quello trattato con il regime 7 + 3, con una riduzione del 54% del rischio di decesso (HR 0,46; P = 0,0042). Inoltre, 100 giorni dopo il trapianto, il tasso di mortalità per qualsiasi causa è risultato inferiore del 53% nel braccio CPX-351 rispetto al braccio 7 + 3.

L’incidenza degli eventi avversi non ematologici di grado da 3 a 5 è risultata simile nei due bracci. Eventi avversi di grado da 3 a 5 comuni nei due bracci di trattamento sono stati la neutropenia febbrile (68% con CPX-351 contro 71% con il regime 7 + 3), la polmonite (20% contro 15%), l’ipossia (13% contro 15%), la sepsi (9% contro 7%), l’ipertensione (10% contro 5%), l’insufficienza respiratoria (7% in ciascuno gruppo), l’affaticamento (7% contro 6%), la batteriemia (10% contro 2%) e la riduzione della frazione di eiezione ventricolare (5% in ciascuno gruppo).

CPX-351 è stato approvato negli Stati Uniti nell’agosto 2017 per la stessa indicazione raccomandata ora dal Chmp, ma con un’avvertenza speciale, secondo la quale si sconsiglia di scambiare il farmaco con altri prodotti contenenti daunorubicina e/o citarabina. La Food and Drug Administration, inoltre, sconsiglia l'uso di CPX-351 in pazienti con una storia di grave ipersensibilità alla daunorubicina, alla citarabina o a qualsiasi componente della formulazione.

SEZIONE DOWNLOAD