Continua la riabilitazione di talidomide, ancora oggi tristemente nota al grande pubblico più per i suoi effetti teratogeni che non per le sue potenzialità nel trattamento del mieloma multiplo. Il National Institute for Health and Clinical Excellence ha dato infatti il suo benestare definitivo al rimborso di talidomide dal parte del servizio sanitario pubblico, l’Nhs, per la terapia di prima linea dei pazienti affetti appunto da mieloma multiplo.

L'agenzia ha anche dato il suo avallo all’impiego di bortezomib per la stessa indicazione nei pazienti non tollerano la talidomide o che presentano controindicazioni all’uso di questo farmaco.

La talidomide, commercializzata negli Stati Uniti come Thalomid, è raccomandata in combinazione con due altre farmaci (un agente alchilante e un corticosteroide) come trattamento iniziale per il mieloma multiplo nei pazienti che non possono essere sottoposti alla chemioerapia ad alto dosaggio e al trapianto di cellule staminali.

Il mieloma multiplo (altrimenti noto come mieloma o mieloma plasmacellulare) è un tumore del sangue in cui, a livello di midollo osseo, vengono prodotte elevate quantità di plasmacellule maligne. Le plasmacellule sono cellule della serie bianca che aiutano a produrre immunoglobuline, che a loro volta combattono le infezioni e le malattie. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti affetti da mieloma multiplo possiede cellule che producono una forma di immunoglobulina, denominata paraproteina (o Componente M), dannosa per l'organismo.

Inoltre, le plasmacellule maligne sostituiscono quelle normali e altri tipi di globuli bianchi importanti per il sistema immunitario. Le cellule del mieloma multiplo possono anche aderire ad altri tessuti dell'organismo, come le ossa, causando lo sviluppo di neoplasie.

Il mieloma multiplo colpisce circa 82mila persone nell'Unione Europea, dove ogni anno viene diagnosticato a circa 25mila individui, e a livello mondiale affligge circa 750mila persone. Il mieloma multiplo è un tumore che interessa prevalentemente i soggetti adulti e anziani con un'età media di insorgenza intorno ai 60/70 anni. Proprio a causa del progressivo invecchiamento della popolazione mondiale, questa malattia è in netto aumento.