Il Chmp ha dato parere positivo all’impiego in prima linea di erlotinib per i pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) che presentano una mutazione dell’Epidermal Growth Factor Receptor.

Attualmente in farmaco è indicato nel NSCLC come terapia di mantenimento oppure dopo il fallimenti di almeno un precedente regime chemioterapico. Inoltre, il farmaco è indicato nel carcinoma pancreatico.

Lo scorso mese di giugno in occasione del 47° Meeting annuale ASCO sono stati presentati i risultati dello studio EURTAC, il primo trial di fase III condotto in pazienti occidentali affetti da una forma geneticamente distinta di carcinoma polmonare non a piccole cellule (Non-Small Cell Lung Cancer, NSCLC) in fase avanzata, trattati con erlotinib.  Lo studio ha dimostrato che la terapia di prima linea con erlotinib ha quasi raddoppiato il periodo di sopravvivenza libera da progressione della malattia per le persone affette da NSCLC con mutazione del recettore EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico) positiva, rispetto ai pazienti trattati con chemioterapia.

Informazioni sull'EGFR nel carcinoma polmonare
Il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) è una proteina che si estende sulla membrana cellulare. Il fattore di crescita epidermico (EGF) si lega alla parte della proteina EGFR che si trova all'esterno della cellula.

Il legame comporta l'attivazione della proteina EGFR, che attiva all'interno della cellula una complessa sequenza di segnali che porta a diversi eventi, tra cui una crescita e scissione cellulare accelerata e lo sviluppo di metastasi (crescita e diffusione del tumore ad altre parti del corpo). Alcuni tumori NSCLC presentano mutazioni attivanti nel gene EGFR, che cambiano la struttura delle proteine EGFR provocando un aumento della loro attività.

Comunicato Ema