Il Chmp da dato parere positivo all'approvazione di vinflunina (Javlor, Pierre Fabre) somministrato in monoterapia per il tumore metastatico della vescica dopo il fallimento di una terapia a base di platino.
Il parere positivo del Chmp si basa su due studi di fase II e su uno di fase III.
Una volta ottenuto il via libera dalla Commissione europea, vinflunina sarà il primo farmaco in monoterapia approvato per la cura del tumore alla vescica, che rappresenta la forma di tumore urogenitale più frequente. In Europa, ogni anno i nuovi casi sono circa 100mila e 50mila i morti.

L'approvazione è un importante risultato per la ricerca e sviluppo di Laboratoires Pierre Fabre.
Scoperto nei laboratori dell'Università di Poitiers diretti dal professor Jean-Claude Jacquesy, il farmaco era stato dato originariamente in licenza a Bristol-Myers Squibb per lo sviluppo in alcuni paesi tra cui gli Usa. Poi BMS nel 2007 si era ritirata dall'accordo e Pierre Fabre ha completato autonomamente lo sviluppo.

Vinflunina è un nuovo derivato bi-fluorurato degli alcaloidi della Vinca. Questa classe di farmaci, cui appartengono la vincristina e la vinblastina, agisce bloccando la formazione di una struttura essenziale per la divisione cellulare, il fuso mitotico. In assenza di un fuso mitotico funzionante, i cromosomi si frammentano e la cellula muore in conseguenza dell'alterazione prodottasi.
Il farmaco deve essere somministrato ogni 3 settimane con un'iniezione endovenosa della durata di 20 minuti.
Il tumore della vescica, in costante aumento nei Paesi industrializzati, rappresenta circa il 70 per cento delle forme tumorali a carico dell'apparato urinario e circa il 3 per cento di tutti i tumori. È più comune tra i 60 e i 70 anni, ed è tre volte più frequente negli uomini che nelle donne. La sopravvivenza a cinque anni supera, in Italia, il 70 per cento dei casi.