Il Nice ha rilasciato le conclusioni finali ("final appraisal") circa la rimborsabilità di lapatinib e ha dato parere negativo.
L'agenzia britannica ha riconosciuto che il farmaco costituisce un'opzione terapeutica efficace evidenziando un aumento del tempo senza progressione (TTP) e della sopravvivenza senza progressione (PFS). Lapatinib è stato però ritenuto troppo costoso per gli standard fissati dall'agenzia governativa britannica che sono di 30mila sterline per ogni QALY guadagnato con la nuova terapia. Il prossimo mese il NICE pubblicherà le sue conclusioni finali.
GlaxoSmithKline aveva recentemente proposto un piano per il contenimento dei costi che prevedeva che le prime 12 settimane di terapia fossero somministrate gratuitamente per poter poi proseguire la terapia a carico del SSN britannico unicamente nei pazienti che avevano risposto al farmaco. GSK ha comunicato che presenterà appello contro la decisione. Lo scorso anno Lapatinib, in combinazione con capecitabina, ha ricevuto lì'approvazione dell'Emea per il trattamento delle pazienti con carcinoma mammario avanzato o metastatico che sovraesprimono ErbB2 (HER2) e che sono in progressione di malattia con metastatizzazione dopo terapia precedente con antracicline, taxani e trastuzumab.

Lapatinib ha un nuovo meccanismo d'azione diverso dalle attuali terapie mirate per i tumori ErbB2-positivi. Si tratta di una piccola molecola che viene somministrata per via orale ed è in grado di penetrare all'interno della cellule  tumorali inibendo due proteine - chiamate tirosin chinasi, componenti dei recettori  ErbB1 e ErbB2, responsabili della crescita e della proliferazione del tumore.