Il  Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia Europea per i Medicinali ha espresso un parere positivo riguardo all’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio per pixantrone dimaleato (Pixuviri) come monoterapia per il trattamento di pazienti adulti affetti da linfomi non Hodgkin (“LNH”) aggressivi, recidivati più volte o refrattari. Adesso bisognerà aspettare qualche mese per sapere la decisione definitiva dell’Ema.

Se la raccomandazione del Chmp venisse formalmente adottata dalla Commissione europea, la commercializzazione di Pixuvri potrebbe essere approvata nei 27 paesi membri dell’Unione Europea nonché nei paesi membri dell’Area Economica Europea. Se il parere fosse confermato dalla Commissione Europea, Pixuvri sarebbe il primo farmaco approvato per questa tipologia di pazienti.

 “Non esistono in questo momento terapie che si siano dimostrate efficaci per questi pazienti con LNH in fase tardiva. Il nostro obiettivo per questa popolazione di pazienti in stadio avanzato è quello di controllare la progressione della malattia e i sintomi in mancanza della possibilità curativa. Siamo incoraggiati dalla PFS e dalla tollerabilità riscontrate nello studio PIX301 e dall’opportunità che questo agente rappresenta nel trattamento di questo gruppo di pazienti difficili da curare” ha affermato il dottor Giorgio Minotti, del Centro di Ricerca Integrata e Scienze del Farmaco, Università Campus Bio-Medico, Roma, Italia.

Simili alle norme che regolano l’approvazione accelerata negli Stati Uniti, le autorizzazioni condizionate all’immissione in commercio sono concesse a prodotti medicinali con una valutazione positiva del rapporto rischio/beneficio, che rispondono a esigenze cliniche disattese, e la cui disponibilità si tradurrebbe in un beneficio rilevante per la salute pubblica. Un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio è rinnovabile annualmente. Secondo le disposizioni dell’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio per Pixuviri, CTI ha l’obbligo di completare uno studio post-commercializzazione volto a confermare il beneficio clinico osservato in precedenza.

Il Chmp ha accettato il PIX306, la sperimentazione clinica di fase 3 randomizzata e controllata di CTI tuttora in corso, che mette a confronto Pixuvri-rituximab e gemcitabina-rituximab in pazienti di seconda linea con LNH a cellule B aggressivo nei quali il trattamento con CHOP-R di prima linea non aveva avuto successo e che non possono usufruire di un trapianto autologo di cellule staminali (“TACS”), o come terapia di terza o quarta linea nel trattamento del LNH a cellule B aggressivo. Come condizione per l’approvazione, CTI ha accettato di mettere a disposizione i risultati dello studio clinico PIX306 entro giugno 2015.

Pixantrone
Pixantrone è un aza-antracenedione innovativo dotato di proprietà strutturali e chimico-fisiologiche distinte che rendono unica la sua attività antitumorale in questa classe di agenti. Il pixantrone inibisce la topoisomerasi II, analogamente alle antracicline, ma a differenza di queste ultime, piuttosto che intercalarsi con il DNA, il pixantrone lo alchila formando addotti di DNA stabili, con particolare specificità per i siti ricchi di CpG, ipermetilati. Queste differenze strutturali hanno prodotto nei modelli preclinici un’attività antilinfoma significativamente migliore rispetto alla doxorubicina. Nel pixantrone sono stati inoltre modificati gli elementi strutturali degli agenti antraciclino-simili che sono responsabili della generazione di radicali liberi dall’ossigeno e della formazione di complessi farmaco-metallici tossici, questo al fine di prevenire il legame del ferro e la perpetuazione della produzione di superossido, che sono entrambi il meccanismo putativo per la cardiotossicità acuta da antracicline. Queste differenze farmacologiche innovative possono permettere di reintrodurre nel trattamento del linfoma aggressivo recidivato/refrattario a cellule B una potenza simile a quella delle antracicline, senza gli inaccettabili tassi di cardiotossicità di queste ultime.

Linfoma Non-Hodgkin
Una proliferazione anormale dei linfociti, cellule chiave per l’attività del sistema immunitario, è la causa del LNH, che di solito trae origine dai linfonodi per poi diffondersi attraverso il sistema linfatico. A grandi linee, si distinguono due forme principali del LNH: il LNH aggressivo, una forma della malattia a rapido accrescimento che raggiunge gli stadi avanzati molto più rapidamente, e il LNH indolente, che progredisce con maggiore lentezza. Secondo le stime più recenti del database GLOBOCAN 2008 dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (“AIRC”) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (“OMS”), ogni anno nell’Unione Europea vengono diagnosticati 74.162 casi di LNH con il decesso di 31.371 pazienti.

Esistono diversi sottotipi di LNH, ma la forma aggressiva è una delle tipologie più comuni, rappresentando il 60% circa dei casi di LNH. La terapia iniziale del LNH aggressivo con una terapia combinata a base di antracicline è in grado di guarire fino al 50% dei pazienti. La metà circa dei pazienti rimanenti risponderà a un trattamento di seconda linea, ma pochi di essi guariranno, e non esistono terapie efficaci per i pazienti che recidivano dopo il trattamento di seconda linea o che risultano refrattari.