Prevenzione dell'emicrania cronica, il Chmp dà il via libera a fremanezumab (anti CGRP)

Il comitato di esperti dell'Ema, ha dato parere positivo all'approvazione di fremanezumab, un farmaco che agisce bloccando il peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp), un vasodilatatore che interviene nella trasmissione del dolore e i cui valori risultano più elevati negli emicranici.

Il comitato di esperti dell’Ema, ha dato parere positivo all’approvazione di fremanezumab, un farmaco che agisce bloccando il peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp), un vasodilatatore che interviene nella trasmissione del dolore e i cui valori risultano più elevati negli emicranici.

Sviluppato da Teva Pharmaceutical, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Ajovy. Il farmaco è stato approvato per i pazienti adulti con almeno 4 gironi di emicrania al mese.

Si tratta del primo e unico trattamento anti-Cgrp per la prevenzione dell'emicrania cronica con duepzioni di dosaggio: trimestrale (675 mg) e mensile (225 mg).

Fremanezumab è un anticorpo monoclonale interamente umanizzato che si lega al peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), notoriamente correlato alla patogenesi dell’emicrania. Il ‘signaling’ di Cgrp può essere interrotto prendendo come bersaglio (target) il ligando stesso o il suo recettore.

Rispetto alla cefalea, che indica qualsiasi mal di testa, l’emicrania è un tipo di mal di testa caratterizzato da un dolore laterale e sintomi quali nausea, vomito, fastidio alla luce, ai rumori e agli odori. Con oltre 1 miliardo di persone che ne soffrono nel mondo, l’emicrania è la terza patologia per prevalenza e la sesta malattia più invalidante a livello mondiale. Secondo il più recente studio sui costi delle patologie neurologiche in Europa, l’emicrania ha un costo per l’economia di 18 miliardi di euro l’anno in termini di produttività e giornate di lavoro perse.

Come agisce il farmaco
Cgrp è un neuropeptide, una piccola proteina che viene liberata dalle terminazioni trigeminali. Il trigemino è l’effettore periferico del dolore nella maggior parte dei casi di mal di testa e certamente nell’emicrania. Possiamo immaginare il trigemino come un corpo a due braccia, dove una di queste ultime è a contatto con i vasi delle meningi. Qui, una volta attivato nel corso dell’attacco emicranico, il trigemino deposita il CGRP.

Antagonizzare il Cgrp, o il suo recettore, significa bloccare gli effetti di quest’ultimo sui vasi meningei, quali vasodilatazione e infiammazione vascolare, definita infiammazione neurogenica. L’altro braccio del trigemino è a contatto con il nucleo trigeminale posto nel tronco dell’encefalo. In questo caso il Cgrp rilasciato non determina vasodilatazione e infiammazione, ma amplifica la trasmissione dell’impulso doloroso.

In sintesi, il CGRP svolge due funzioni: da un lato provoca vasodilatazione e infiammazione a livello delle meningi, dall’altro facilita la trasmissione nocicettiva del dolore. Bloccare il legame del Cgrp al suo recettore vuol dire inibire questi effetti.

Dati clinici disponibili per fremanezumab
Fremanezumab è stato valutato in due studi clinici di Fase III, controllati con placebo, che hanno arruolato, l’uno pazienti con emicrania emicrania episodica, l'altro pazienti con emicrania cronica. Il farmaco è stato studiato sia come trattamento preventivo autonomo che in combinazione con trattamenti preventivi orali. In questi studi, i pazienti hanno sperimentato una riduzione dei giorni mensili di emicrania durante un periodo di 12 settimane. Le reazioni avverse più comuni (≥5 per cento e superiori al placebo) sono state reazioni nel sito di iniezione.