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Psoriasi da moderata a severa: parere europeo positivo per bimekizumab, primo doppio inibitore di IL-17A e IL-17F

La commissione europea ha approvato bimekizumab, un inibitore sperimentale di IL-17A e IL-17F, per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave negli adulti candidati alla terapia sistemica. Sviluppato dalla belga UCB, sarÓ posto in commercio con il nome di Bimzelx.

La commissione europea ha approvato bimekizumab, un inibitore sperimentale di IL-17A e IL-17F, per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave negli adulti candidati alla terapia sistemica. Sviluppato dalla belga UCB, sarà posto in commercio con il nome di Bimzelx.

Bimekizumab è il primo trattamento approvato nell'Unione Europea per la psoriasi a placche da moderata a grave, progettato per inibire selettivamente e direttamente sia IL-17A che IL-17F, due citochine chiave alla base dei processi infiammatori.

Bimekizumab è stato approvato alla dose raccomandata di 320 mg, somministrata mediante due iniezioni sottocutanee ogni quattro settimane fino alla settimana 16 e successivamente ogni otto settimane. Per alcuni pazienti con un peso corporeo ≥120 kg che non hanno raggiunto la clearance completa della pelle alla settimana 16, 320 mg ogni 4 settimane dopo la settimana 16 possono migliorare ulteriormente la risposta al trattamento.

L'approvazione è supportata dai risultati positivi di tre studi di fase 3, che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di bimekizumab in 1.480 pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave. I risultati completi degli studi di fase 3 BE READY e BE VIVID sono pubblicati su The Lancet, mentre i risultati dello studio di fase 3 BE SURE sono pubblicati su The New England Journal of Medicine.

Tutti gli studi hanno soddisfatto i loro endpoint co-primari e tutti quelli secondari classificati. I pazienti trattati con bimekizumab hanno raggiunto livelli superiori di clearance cutanea (PASI 90 e IGA 0/1) alla settimana 16 rispetto a quelli che hanno ricevuto adalimumab, placebo e ustekinumab. Le risposte cliniche ottenute con bimekizumab alla settimana 16 sono state mantenute fino a un anno in tutti gli studi.

Gli eventi avversi emergenti dal trattamento riportati più frequentemente nei pazienti trattati con bimekizumab sono stati rinofaringite, candidosi orale e infezione del tratto respiratorio superiore.

Gli agenti che hanno come bersaglio IL-17A come secukinumab e ixekizumab si sono dimostrati efficaci nelle malattie infiammatorie. Ma la logica della neutralizzazione di IL-17F in aggiunta a IL-17A risiede nel fatto che le due citochine condividono un'omologia strutturale del 50% e hanno simili funzioni pro-infiammatorie. Inoltre cooperano in modo indipendente con altre citochine per mediare l'infiammazione.

"Negli studi registrativi di Fase 3 i pazienti trattati con bimekizumab hanno raggiunto livelli superiori di clearance cutanea rispetto a quelli trattati con placebo, adalimumab e ustekinumab, e nello studio di Fase 3b il trattamento con bimekizumab ha portato a livelli di clearance cutanea maggiori rispetto al secukinumab. In tutti gli studi, circa il 60% dei pazienti trattati con bimekizumab ha raggiunto la completa clearance della pelle alla settimana 16, e questa risposta è stata mantenuta fino a un anno" ha detto il professor Richard Warren, Salford Royal NHS Foundation Trust e The University of Manchester, Regno Unito. "L'approvazione di bimekizumab nell'UE fornisce una nuova opzione di trattamento che può aiutare più pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave a raggiungere i loro obiettivi di trattamento".

La psoriasi può avere un considerevole impatto fisico e psicologico sui pazienti, oltre ad essere dannosa per la loro qualità di vita, influenzando potenzialmente il lavoro, le attività ricreative, le relazioni, la vita familiare e sociale. Un sondaggio trasversale tra i pazienti ha mostrato che almeno il 90% dei pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave attribuisce un alto valore al trattamento che fornisce una pelle chiara, una risposta prolungata e un rapido inizio dell'azione. Inoltre, uno studio del mondo reale ha dimostrato che ottenere una pelle completamente chiara può fare una differenza significativa nell'impatto della psoriasi sulla qualità della vita dei pazienti.

Informazioni su bimekizumab
Bimekizumab è un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato che si lega selettivamente con alta affinità alle citochine IL-17A, IL-17F e IL-17AF, bloccando la loro interazione con il complesso del recettore IL-17RA/IL-17RC.

Concentrazioni elevate di IL-17A e IL-17F sono state implicate nella patogenesi di diverse malattie infiammatorie immunomediate, compresa la psoriasi a placche. Bimekizumab inibisce queste citochine proinfiammatorie, con conseguente normalizzazione dell'infiammazione cutanea e miglioramento dei sintomi clinici associati alla psoriasi.

Programma di sviluppo clinico di fase 3 per la psoriasi
L'efficacia e la sicurezza di bimekizumab sono state valutate in tre studi di Fase 3, contro placebo e ustekinumab (BE VIVID), contro placebo (BE READY) e contro adalimumab (BE SURE). Tutti gli studi hanno soddisfatto i loro endpoint co-primari e tutti gli endpoint secondari classificati.

I pazienti trattati con bimekizumab hanno raggiunto livelli superiori di clearance cutanea alla settimana 16, rispetto a quelli che hanno ricevuto ustekinumab (endpoint secondario classificato, BE VIVID; p<0,0001), placebo (endpoint co-primario, BE READY e BE VIVID; p<0,0001) e adalimumab (endpoint co-primario, BE SURE; p<0. 001), come misurato da un miglioramento di almeno il 90 per cento dell'Area Psoriasis & Severity Index (PASI 90) e una risposta dell'Investigator's Global Assessment (IGA) di pelle chiara o quasi chiara (IGA 0/1).

Le risposte cliniche ottenute con bimekizumab alla settimana 16 sono state mantenute fino a un anno in tutti gli studi. Le reazioni avverse più frequentemente riportate negli studi clinici sono state infezioni del tratto respiratorio superiore (14,5%) (più frequentemente nasofaringite) e candidosi orale (7,3%).