Ema

Ranibizumab, approvazione europea per la neovascolarizzazione coroideale

La Commissione Europea ha approvato l'impiego di ranibizumab per il trattamento di pazienti con compromissione visiva causata da neovascolarizzazione coroideale (CNV) associata a cause diverse dalla degenerazione maculare senile neovascolare o CNV miopica. Ranibizumab è il primo trattamento approvato per questa patologia retinica rispondendo in tal modo a un importante bisogno medico disatteso.

La Commissione Europea ha approvato l’impiego di ranibizumab per il trattamento di pazienti con compromissione visiva causata da neovascolarizzazione coroideale (CNV) associata a cause diverse dalla degenerazione maculare senile neovascolare o CNV miopica.

Ranibizumab è il primo trattamento approvato per questa patologia retinica rispondendo in tal modo a un importante bisogno medico disatteso.

La CNV è una patologia oculare causata dalla crescita anomala di vasi sanguigni sotto la retina, con conseguenti disturbi della vista. La condizione può verificarsi rapidamente, ed è una delle principali cause di perdita della vista, poiché procura sintomi quali distorsione visiva, disturbi cromatici, perdita parziale della vista o comparsa di un punto cieco nel campo visivo. La CNV è in genere associata a degenerazione maculare senile (“umida”) neovascolare e a miopia patologica, ma può verificarsi anche in associazione a molte altre patologie, inclusa uveite, corioretinopatia sierosa centrale, strie angioidi, traumi e distrofie retiniche o maculari.

L’ approvazione è stata supportata dai dati provenienti dallo studio clinico MINERVA che ha dimostrato che il trattamento con ranibizumab ha determinato un aumento significativo di acuità visiva (pari a circa 10 lettere) a due mesi; questo guadagno è stato mantenuto fino al mese 12 dello studio, della durata complessiva di un anno. Ranibizumab ha dimostrato di essere efficace per il trattamento della CNV, a prescindere dall’eziologia sottostante, senza alcun nuovo problema di sicurezza.

A questo proposito, Paolo Lanzetta, Direttore Clinica oculistica, Università di Udine, che ha attivamente partecipato allo Studio, ha recentemente dichiarato “lo studio MINERVA, ha dimostrato l’efficacia di ranibizumab nel trattamento della neovascolarizzazione coroideale (CNV) secondaria a cause diverse rispetto alla degenerazione maculare legata all’età e alla miopia. Sebbene ad incidenza più rara, questo tipo di CNV colpisce pazienti giovani e in età lavorativa con gravi conseguenze sulla vista e sulla qualità della vita. I risultati dello studio mostrano chiaramente da un lato l’efficacia di ranibizumab in questa serie di patologie associate a CNV e dall’altro la necessità di un trattamento il più possibile precoce al fine di ottenere i migliori effetti sull’acuità visiva dei pazienti. Ci auguriamo che presto ranibizumab sia disponibile anche per questa nuova indicazione”.