La Commissione europea ha approvato un ampliamento delle indicazioni di rituximab (MabThera, Roche) autorizzandone l'impiego in combinazione con la chemioterapia in pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC) recidivante o refrattaria.
Dallo scorso mese di marzo, il farmaco è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti con leucemia linfatica cronica in associazione con chemioterapia, ed è anche approvato nel Linfoma non-Hodgkin e nell'artrite reumatoide come farmaco di seconda linea.

In una dichiarazione, Tadeusz Robak, principale investigatore dello studio REACH, che è stato la base per l'approvazione della nuova indicazione, ha dichiarato che l'approvazione dell'impiego di rituximab in associazione alla chemioterapia ne fa la "gold-standard therapy" per questo tipo di pazienti.
REACH, è un trial multicentrico, randomizzato, di fase III, che ha arruolato 552 pazienti con CLL CD-20 positivo e già trattati in precedenza. I pazienti che hanno ricevuto rituximab più chemioterapia hanno avuto un miglioramento del 54% della progression free survival: 30,6 mesi vs 20,6 mesi, (p=0.0002).

La LLC è la più comune forma di leucemia di cui rappresenta circa il 30-40% dei casi.  La malattia ha un'incidenza di 3 casi su 100mila persone e colpisce il 30% di più gli uomini rispetto alle donne. La LLC consiste in una espansione clonale di linfociti apparentemente maturi che interessa i linfonodi e gli altri tessuti linfoidi, con progressiva infiltrazione del midollo osseo e comparsa di questi elementi cellulari nel sangue periferico. Il 70-80% per cento di casi sono diagnosticati nei pazienti con più di 55 anni.