Il Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP)  ha dato parere positivo all’impiego di ruxolitinib per la terapia dei pazienti con policitemia vera intolleranti o resistenti alla idrossiurea. Il farmaco è già approvato per il trattamento della mielofibrosi a rischio alto o intermedio.

Ruxolitinib, un inibitore selettivo di JAK1 e JAK2, è stato sviluppato a seguito della scoperta del ruolo giocato dalle mutazioni i JAK2 nella patogenesi delle sindromi mieloproliferative Ph-negative. Si ritiene che il farmaco abbia effetti antiproliferativi e proapoptotici, attraverso l’attenuazione dei segnali citochinici conseguente all’inibizione di JAK1 e JAK2 (wild-type o mutato). Ruxolitinib rientra nella cosiddetta ‘target therapy’, ovvero molecole capaci di agire direttamente su un meccanismo chiave coinvolto nella manifestazione della malattia.

Il parere positivo si basa sui dati dello studio RESPONSE, il primo studio pivotal di fase III che ha dimostrato che una percentuale significativamente superiore di pazienti ha raggiunto l'endpoint primario composito di controllo dell'ematocrito (percentuale in volume di globuli rossi nel sangue intero) senza uso di salasso (una procedura per rimuovere il sangue dal corpo per ridurre la concentrazione di globuli rossi) e la riduzione della dimensione della milza quando trattati con ruxolitinib rispetto alla migliore terapia disponibile (21% rispetto al 1%, rispettivamente; p <0,0001).

Inoltre, una percentuale maggiore di pazienti nel braccio di trattamento ruxolitinib ha raggiunto la remissione completa ematologica, come definito dai criteri modificati 2009 del LeukemiaNet europea (ELN), rispetto al braccio trattato con terapia standard (24% rispetto al 9%, rispettivamente; p = 0.003).

I dati hanno anche mostrato più pazienti trattati con ruxolitinib hanno avuto una risposta duratura primaria alla settimana 48 rispetto ai pazienti trattati con la terapia standard (19% rispetto al 1%, rispettivamente; (p <0,0001).

La policitemia vera (o malattia di Vaquez) è una malattia clonale della cellula staminale emopoietica (cioè la cellula del midollo da cui derivano tutte le cellule mature che circolano nel sangue periferico: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), caratterizzata da una proliferazione persistente e incontrollata della linea eritropoietina, indipendente dai meccanismi che fisiologicamente regolano l’eritropoiesi, cioè la produzione di globuli rossi.

L'incidenza della policitemia vera aumenta con l’età ed è di circa 0.7-2.6 casi per 100.000 abitanti per anno. La patologia è caratterizzata da un'aumentata attività della proteina tirosin-chinasica JAK2, coinvolta nei meccanismi di regolazione della proliferazione cellulare.

Si tratta di una patologia incurabile associata a una sovrapproduzione di cellule del sangue, che porta a un aumento della densità del sangue e del rischio di coaguli.

A livello molecolare, la policitemia vera è caratterizzata da un'iperattivazione del pathway JAK/STAT, coinvolto nei meccanismi di regolazione della proliferazione cellulare, e ruxolitinib è un potente inibitore degli enzimi JAK1 e JAK2.