Il Chmp dell'EMEA ha espresso parere positivo sulla richiesta di autorizzazione all'immissione in commercio di plerixafor per infusione. Se questa decisione sarà confermata dall'EMEA, plerixafor sarà indicato per l'uso in associazione ai fattori di stimolazione delle colonie granulocitarie per migliorare la mobilizzazione delle cellule staminali ematopoietiche nel circolo ematico periferico, da dove possono essere prelevate per il successivo trapianto autologo, in pazienti affetti da linfoma e mieloma multiplo che presentano una scarsa mobilizzazione cellulare.

Plerixafor è una piccola molecola antagonista del recettore della chemochina CXCR4, è in grado di aumentare rapidamente ed efficacemente il numero di cellule staminali nel circolo ematico nei pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin e mieloma multiplo. Quando le cellule staminali sono in circolo nel sangue, possono essere raccolte ed utilizzate per il trapianto autologo di cellule staminali.
Studi clinici hanno dimostrato che plerixafor aumenta il numero di cellule staminali nel circolo ematico nei pazienti affetti da linfoma e mieloma multiplo, consentendo di raccogliere quantità adeguate di cellule staminali anche in quei pazienti in cui un precedente tentativo di raccolta era fallito.
Il parere del Comitato sarà inoltrato alla Commissione Europea che dovrà prendere la decisione finale sull'autorizzazione entro i successivi 67 giorni di calendario.

"Al di sotto dei 65 anni il trapianto autologo rimane la terapia di scelta nel trattamento di pazienti affetti da linfoma recidivante chemiosensibile, così come è tuttora il «golden standard» nella terapia di prima linea dei pazienti affetti da Mieloma Multiplo," afferma Attilio Olivieri, Professore di Ematologia presso l'Università  Politecnica delle Marche, attualmente Direttore del Dipartimento Oncologico e del Centro Trapianto di Cellule Staminali dell'Ospedale San Carlo di Potenza e responsabile della Sezione Trapianto Autologo del GITMO (Gruppo Italiano Trapianto di Midollo Osseo). "In una percentuale non trascurabile di questi pazienti, però, il ricorso al trapianto autologo è ostacolato dall'eventualità di raccogliere un numero insufficiente di cellule staminali autologhe. Difatti, affinché il trapianto di cellule staminali ematopoietiche avvenga con successo, è necessario che esse vengano mobilizzate, ossia rilasciate dal midollo osseo, ove abitualmente risiedono, nel sangue periferico, ove possono essere successivamente prelevate, in una quantità tale da garantire un attecchimento rapido, completo e stabile, attraverso un processo denominato leucoaferesi. Questa procedura ha da anni soppiantato l'espianto di midollo osseo, consentendo di ridurre la mortalità, la morbidità e i costi correlati all'autotrapianto. Tuttavia, per molti pazienti, la leucoaferesi può richiedere fino a tre o quattro ore a seduta per diversi giorni e, nonostante questo, alcuni pazienti non sono in grado di mobilizzare un numero sufficiente di cellule, rendendo il trapianto autologo impossibile. Plerixafor si configura pertanto come un trattamento innovativo, in quanto potrà offrire a questi pazienti l'opportunità di effettuare con successo il trapianto autologo," conclude Olivieri.
Genzyme ha ricevuto l'approvazione di plerixafor da parte dell'FDA nel Dicembre 2008 e ha  pianificato la presentazione di richieste aggiuntive in altri 60 Paesi.