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Tre farmaci oncologici non approvati dal Nice

Il National Institute for Health and Clinical Excellence ha dato parere negativo relativamente all'utilizzo a carico del servizio sanitario britannico (Nhs) di tre farmaci oncologici, giudicati troppo costosi.
Si tratta di everolimus, per il quale era stata chiesta l'approvazione come seconda linea di trattamento nel tumore al rene, nilotinib e dasatinib, per i quali le aziende produttrici chiedevano l'impiego come seconda linea di trattamento nella leucemia mieloide cronica resistente a imatinib.

Nel caso di everolimus, il Nice ha ritenuto che non vi siano dati ancora sufficienti sulla capacità del farmaco di prolungare la sopravvivenza di questi pazienti, sebbene esso abbia già dimostrato di raddoppiare il tempo senza la progressione del tumore.

Per gli altri due farmaci l'agenzia britannica ha affermato che sebbene gli specialisti consultati si siano espressi a favore dei due farmaci, le evidenze cliniche non sono ancora sufficienti e mancano studi di confronto con latri farmaci.

Probabilmente il Nice si aspetta dalle aziende la proposta qualche forma di risk sharing o payment by results che consentano di ridurre il costo di queste terapie così innovative  per poterle quindi rendere disponibili ai pazienti britannici.

Il mese scorso il Nice ha raccomandato l'impiego a carico del Nhs di Cimzia, il nuovo biologici per l'artrite sviluppato da Ucb, per il quale l'azienda si è impegnata a pagare le prime 12 settimane di terapia.

Nel mese di dicembre, la spagnola Zeltia si è impegnata a pagare il farmaco per i pazienti che necessitano di altri cicli di terapia oltre i quattro normalmente previsti per la cura del sarcoma.

Raccomandazioni del Nice per nilotinb e dasatinib

Raccomandazioni del Nice per everolimus


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