Il Chmp ha dato parere positivo all’approvazione di eltrombopag per comprendere anche il trattamento della trombocitemia associate all’epatite C cronica. Si tratta della prima terapia di supporto per pazienti non eligibili a una terapia a base di interferone a causa della bassa conta piastrinica.

Il medicinale è già stato approvato sia negli Usa che in Europa, per la terapia della porpora trombocitopenica idiopatica (ITP), una condizione cronica grave, che provoca bassi livelli di piastrine nel sangue e di conseguenza aumenta esponenzialmente il rischio per i pazienti di ecchimosi, sanguinamenti e, in alcuni casi, di emorragie gravi, anche fatali.

La decisione degli esperti europei si basa sui dati degli studi di fase III denominati ENABLE 1 ed ENABLE 2 che, complessivamente, hanno arruolato 1521 pazienti con trombocitopenia correlata all’epatite C cronica.
ENABLE-1 e ENABLE-2, sono due studi di fase III condotti per valutare l’efficacia di eltrombopag nell’aumentare la conta piastrinica in pazienti con trombocitopenia associata all’epatite C.

ENABLE-1 ha arruolato 716 pazienti adulti con infezione da Hcv e livelli piastrinici inferiori a 75.000/µl. I partecipanti hanno ricevuto eltrombopag per un periodo iniziale. Successivamente, i soggetti che avevano raggiunto livelli piastrinici pari o superiori a 90.000/µl sono stati randomizzati a ricevere eltrombopag o placebo, entrambi in combinazione con interferone peghilto alfa-2a e ribavirina.

Nello studio, il 23% dei pazienti che avevano ricevuto eltrombopag ha ottenuto una risposta virologica sostenuta (Svr), rispetto al 14% dei controlli (P=0,0064).
Eventi avversi gravi sono stati riportati dal 20% dei pazienti assegnati al farmaco e dal 15% dei controlli. Durante il periodo di arruolamento è deceduto il 2% dei pazienti assegnati a eltrombopag e  il 3% dei controlli. Il 2% dei pazienti assegnati al farmaco e il 2% dei controlli ha presentato eventi tromboembolici. Entrambi i gruppi hanno presentato un’incidenza simile di aumento dei livelli degli enzimi epatici. Il 13% dei pazienti assegnati al farmaco ha presentato un peggioramento della funzione epatica rispetto all’8% dei controlli.

ENABLE-2 ha arruolato 805 pazienti adulti con infezione da Hcv e livelli piastrinici inferiori a 75.000/µl. I partecipanti hanno ricevuto eltrombopag per un periodo iniziale e successivamente quelli che avevano raggiunto livelli piastrinici pari o superiori a 100.000/µl sono stati randomizzati a ricevere eltrombopag o placebo, entrambi in combinazione con interferone peghilto alfa-2a e ribavirina.
I dati preliminari dello studio hanno mostrato che il 19% dei pazienti trattati con eltrombopag e il 13% dei controlli ha raggiunto l’Svr (p=0,0202).

Il 20% dei pazienti trattati con il farmaco e il 15% dei controlli ha presentato eventi avversi gravi. Il 4% dei pazienti assegnati al farmaco e il 2% dei controlli è deceduto durante lo studio.  Il 4% dei pazienti assegnati al farmaco e l’1% dei controlli ha presentato eventi tromboembolici. Entrambi i gruppi hanno presentato un’incidenza simile di aumento dei livelli degli enzimi epatici. Il 15% dei pazienti assegnati al farmaco ha presentato un peggioramento della funzione epatica rispetto all’8% dei controlli.

La piastrinopenia è una delle complicanze ematologiche più comuni dell'epatopatia cronica, con una gravità che va di pari passo con quella della malattia di base. Quest'associazione può derivare da due diversi fattori: da un lato un aumento del sequestro e della distruzione delle piastrine a livello splenico a causa dell'ipertensione portale e della splenomegalia, e dall'altro una produzione insufficiente di trombopoietina nel fegato danneggiato.

Eltrombopag è una piccola molecola di natura non peptidica, che agisce come agonista dei recettori c-mpl (TpoR) della tromboepoietina. Si ritiene agisca stimolando la proliferazione e la differenziazione dei megacariociti, le cellule del midollo osseo che danno origine alle piastrine. Il farmaco viene somministrato giornalmente a un dosaggio di 25, 50 (dose di inizio) o 75mg.