Trombocitopenia grave, autorizzazione dall'Unione Europea per l'immissione in commercio di lusutrombopag

La Commissione europea ha autorizzato l'immissione in commercio di lusutrombopag per il trattamento della trombocitopenia grave nei pazienti adulti con epatopatia cronica (CLD) che dovranno sottoporsi a procedure invasive. Il prodotto č stato sviluppato dalla societą giapponese Shionogi.

La Commissione europea ha autorizzato l’immissione in commercio di lusutrombopag per il trattamento della trombocitopenia grave nei pazienti adulti con epatopatia cronica (CLD) che dovranno sottoporsi a procedure invasive. Il prodotto è stato sviluppato dalla società giapponese Shionogi.

Il farmaco è un piccolo agonista molecolare del recettore della trombopoietina umana che attiva la produzione di piastrine endogene, da assumere per via orale sotto forma di una compressa al giorno per sette giorni.

L’autorizzazione si basa su due importanti studi clinici randomizzati di fase III, L-PLUS1 e L-PLUS2. I due studi hanno raggiunto i relativi endpoint primari di efficacia evidenziando la superiorità di lusutrombopag rispetto al placebo. Nel gruppo trattato con il farmaco si è registrata una percentuale maggiore di pazienti che hanno potuto evitare la trasfusione di piastrine in preparazione della procedura invasiva o la terapia di salvataggio per sanguinamento nei sette giorni successivi alla procedura

Di frequente, e per vari motivi clinici, gli adulti con epatopatia cronica a uno stadio avanzato vanno incontro a procedure invasive e al momento l’unica terapia disponibile per la TCP è una terapia di supporto con trasfusione invece di approccio palliativo con la trasfusione di piastrine.

Bisogna trovare con urgenza nuove e più efficaci opzioni di trattamento farmacologico”, questa la posizione del professor Markus Peck-Radosavljevic, direttore del dipartimento di gastroenterologia ed epatologia, endocrinologia e nefrologia del Policlinico di Klagenfurt (Austria). “Nelle sperimentazioni cliniche, lusutrombopag ha fornito prove convincenti di efficacia e sicurezza nell’aumentare il numero delle piastrine evitando di dover ricorrere alla trasfusione, accolgo quindi con entusiasmo il parere positivo della CE”.

Il professor Edoardo Giannini, Professore Ordinario di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Genova ha commentato la notizia: “L’approvazione di EMA del lusutrombopag consente la disponibilità di una nuova opzione terapeutica che soddisfa un unmeet need nei pazienti affetti da epatopatia cronica con trombocitopenia grave che necessitano di procedure invasive. Gli studi pre-registrativi del lusutrombopag hanno dimostrato una elevata efficacia, mantenedo un profilo di sicurezza ragguardevole ”.

La CLD, per cui si contano circa 29 milioni di pazienti in Europa, rappresenta uno dei principali problemi di sanità pubblica e, nel mondo, una causa crescente di morbilità e mortalità. La trombocitopenia è la complicanza ematologica più comune della CLD, con una prevalenza fino al 78% di pazienti con questa patologia. La TCP grave è meno frequente, in quanto interessa fino all’11% dei pazienti, ma quelli che richiedono una procedura invasiva presentano un maggiore rischio di sanguinamento e conseguente necessità di copertura piastrinica, che attualmente avviene attraverso trasfusioni.

Conferme di efficacia
L’efficacia e la sicurezza di lusutrombopag sono comprovate da due importanti studi clinici randomizzati di fase III, L-PLUS1 e L-PLUS2, in cui sono stati arruolati 312 pazienti affetti da CLD e TCP grave con numero di piastrine <50,000/µL che erano elegibili per una procedura invasiva, a cui è stato somministrato il farmaco o il placebo una volta al giorno per un massimo di 7 giorni. Lusutrombopag ha raggiunto gli obiettivi primari prefissati e tutti gli endpoint secondari più importanti con risultati statisticamente significativi.

Nello studio L-PLUS1, il 75,5% (37/49) dei pazienti che avevano ricevuto lusutrombopag non ha richiesto la trasfusione di piastrine in vista della procedura invasiva, rispetto al 12,5% (6/48) del gruppo placebo (P<0,0001).Nello studio L-PLUS2, invece, il 64,8% (70/108) dei pazienti trattati con il farmaco ha potuto evitare la trasfusione prima della procedura invasiva primaria o la terapia di salvataggio per sanguinamento entro i sette giorni successivi, rispetto al 29% (31/107) del gruppo placebo (P<0,0001).8Le reazioni avverse più comuni sono state cefalea, nausea, trombosi della vena porta e rash cutaneo, dove la frequenza della trombosi registrata tra chi aveva assunto il farmaco è equiparabile a quella del gruppo placebo.

La trombocitopenia grave
L’epatopatia cronica (CLD) è un problema importante di sanità pubblica, che colpisce approssimativamente 29 milioni di persone in Europa , risultando una delle cause crescenti di morbilità e mortalità nel mondo . La trombocitopenia è la complicazione ematologica più comune in questa patologia epatica, manifestandosi in più del 78% dei pazienti affetti dalla malattia.

La trombocitopenia grave è meno comune, presentandosi solo nell’11% dei pazienti . Nei pazienti con trombocitopenia grave che richiedono una procedura invasiva elettiva esiste un aumentato rischio di sanguinamento e conseguente necessità di copertura piastrinica, che attualmente avviene attraverso trasfusioni di concentrati piastrinici.

I dati dimostrano che il costo annuale per l’assistenza sanitaria di un paziente affetto da trombocitopenia è più di tre volte maggiore rispetto a quello per un paziente con CLD senza trombocitopenia. Oltre ad aggravare il sanguinamento traumatico o post-operatorio, la trombocitopenia, ed in particolare quella grave, potrebbe complicare significativamente le procedure standard di diagnosi e cura del paziente, come la biopsia epatica e procedure mediche indicate o elettive per pazienti cirrotici, con il risultato di un trattamento tardivo o annullato.