Tubercolosi multiresistente, approvazione UE (condizionata) per bendaquilina

Ema
La Commissione Europea ha approvato con procedura condizionata la bedaquilina, un nuovo farmaco attivo contro le forme resistenti di tubercolosi negli adulti. Dopo quarant’anni, il medicinale è la prima molecola ad avere un meccanismo d’azione nuovo, rispetto ai farmaci già disponibili per la malattia. Sviluppato da Janssen, farmaco sarà messo in commercio con il marchio Sirturo.

Simile alla ‘accelerated aproval’ dell’Fda, l'immissione condizionata in commercio è una formula autorizzativa concessa dall’agenzia europea  per far fronte a bisogni di salute pubblica non soddisfatti, anche se non sono ancora disponibili tutti i dati normalmente necessari per il normale iter approvativo. Questa autorizzazione può essere rinnovata annualmente e prevede la presentazione dei dati aggiuntivi richiesti appena disponibili.

Saranno però necessari altri studi per definire l’impiego ottimale del farmaco soprattutto per quanto concerne il numero e il tipo di farmaco a cui andrà associate e la durata della terapia. Inoltre, secondo gli esperti dell’Ema, la prescrizione del farmaco dovrà prevedere un piano di farmacovigilanza

Bedaquilina è disponibile in compresse a rilascio immediate che possono essere assunte a un dosaggio di 400 mg once a day per 3 settimane seguite da 22 settimane di una posologia di 200 mg tre volte la settimana.

Bedaquilina è una diarilchinolina scoperta dagli scienziati di Janssen che ha come target la pompa protonica dell’adenosina trifosfato (ATP) sintasi, un enzima chiave di cui M. tubercolosis si serve per ricavare energia. Il medicinale appartiene quindi a una nuova classe di farmaci che ampliano le scelte terapeutiche per i pazienti con tubercolosi multi resistente o con resistenze estese per i quali, attualmente, non esistono trattamenti in grado di tenere sotto controllo l’infezione.

Il farmaco è stato testato su 440 pazienti affetti da tubercolosi multiresistente (multidrug-resistant, Mdr) in due studi di fase II della durata di sei mesi. Alcuni soggetti sono stati studiati per un periodo di un anno. In uno dei due studi, i pazienti hanno evidenziato una conversione culturale conversione del test cutaneo alla tubercolina più veloce del 33% rispetto al gruppo in placebo (entrambi con la miglior terapia di base), con circa il 79% dei pazienti in terapia con bedaquilina che raggiungevano la sieroconversione entro le 24 settimane verso il 57,6 del gruppo in placebo (p=0,014).

Adesso Janssen inizierà uno studio di fase III che in circa 600 pazienti confronterà il nuovo farmaco alle terapie antitubercolosi standard. Lo studio avrà anche lo scopo di verificare se la durata del trattamento potrà essere ridotta a 9 mesi rispetto ai 18-24 mesi raccomandati dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Circa un terzo della popolazione mondiale è venuto a contatto con il batterio che causa la tubercolosi. Nella maggior parte dei casi l’infezione rimane latente per molti anni, ma il microrganismo patogeno può riattivarsi a seguito di altre infezioni o gravi problemi di salute.

La tubercolosi rappresenta un problema serio anche nei Paesi più sviluppati in quanto necessita di cure prolungate e i pazienti molto spesso interrompono la terapia per la scomparsa dei sintomi durante il trattamento e questo favorisce lo sviluppo dei batteri resistenti.

A livello mondiale, nel 2010 si sono verificati 650.000 casi di tubercolosi multi resistente e 150.000 persone muoiono ogni anno a causa di questo problema. Attualmente non esistono terapie in grado di controllare in modo adeguato le infezioni da batteri resistenti.

SEZIONE DOWNLOAD