Tumore del polmone non a piccole cellule, parere positivo del Chmp per durvalumab

Il comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia europea per i medicinali ha adottato un parere positivo raccomandando un'autorizzazione all'immissione in commercio per durvalumab per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato e non resecabile negli adulti i cui tumori esprimono PD-L1 su ≥1% delle cellule tumorali e la cui malattia non sia progredita in seguito a chemioterapia e radioterapia a base di platino.

Il comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia europea per i medicinali ha adottato un parere positivo raccomandando un'autorizzazione all'immissione in commercio per durvalumab per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato e non resecabile negli adulti i cui tumori esprimono PD-L1 su ≥1% delle cellule tumorali e la cui malattia non sia progredita in seguito a chemioterapia e radioterapia a base di platino.

Sviluppato da AstraZeneca, una volta approvato in via definitiva sarà messo in commercio con il marchio Imfinzi.

La raccomandazione si basa sugli endpoint primari di sopravvivenza libera da progressione (Pfs) e di sopravvivenza globale (Os) dello studio di Fase III PACIFIC, e sulle analisi post-hoc dei sottogruppi mediante espressione PD-L1 richieste dal Chmp.

L’approvazione di durvalumab si basa sui dati positivi di PFS dello studio di Fase III PACIFIC nel quale il farmaco ha dimostrato un miglioramento della PFS di 11,2 mesi rispetto al placebo, con una riduzione del 48% del rischio di progressione o morte in tutti i pazienti, indipendentemente dallo status del PDL-1.

Questo significa che ogni anno circa 1.600 pazienti Italiani potrebbero beneficiare dell’efficacia di durvalumab offrendo circa 537.600 giorni di vita in più al totale dei pazienti, senza che la loro malattia sia nel frattempo progredita.

Un'analisi ad interim pre-pianificata condotta da un comitato indipendente per il monitoraggio dei dati ha rilevato che lo studio ha raggiunto il secondo dei due endpoints primari, evidenziando un beneficio in OS statisticamente significativo e clinicamente rilevante nei pazienti trattati con durvalumab rispetto al placebo. Il profilo di sicurezza e tollerabilità per durvalumab si è dimostrato confrontabile con quello riportato al momento dell'analisi di sopravvivenza libera da progressione (PFS). AstraZeneca intende presentare i risultati finali dello studio PACIFIC in uno dei prossimi Congressi internazionali.

Sean Bohen, Executive Vice President, Global Medicines Development e Chief Medical Officer di AstraZeneca, ha dichiarato: "Il parere positivo del Chmp avvicina i pazienti europei a un trattamento successivo e diverso dalla chemioradioterapia. Non ci sono stati nuovi trattamenti in questo ambito per decenni. Con circa un terzo dei pazienti europei affetti da cancro polmonare non a piccole cellule che si trovano in questa fase della malattia, siamo entusiasti di questo nuovo potenziale standard di cura in questo contesto".

In occasione dell’approvazione americana, la Dott.ssa Marina Chiara Garassino, responsabile Oncologia toraco-polmonare dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, aveva dichiarato: “Durvalumab è il primo farmaco in Immuno-oncologia a mostrare un beneficio clinicamente significativo nei pazienti con malattia senza metastasi, ma non operabili chirurgicamente. I risultati dello studio Pacific suggeriscono inoltre l’importanza di approfondire i meccanismi di sinergismo tra chemioterapia, radioterapia e immunoterapia, al fine di potenziare l’efficacia di tutte le armi terapeutiche a disposizione”.

Informazioni su NSCLC di stadio III
Lo stadio III (localmente avanzato) del NSCLC è comunemente diviso in tre sotto-categorie (IIIA, IIIB e IIIC), definite da quanto il cancro si è diffuso localmente e la possibilità di intervento chirurgico. La malattia di stadio III è diversa dalla malattia di stadio IV, quando il cancro si è diffuso (metastasato) ad organi distanti, in quanto la malattia di stadio III è attualmente trattata con intento curativo.

L'NSCLC di Fase III rappresenta circa un terzo dell'incidenza dell'NSCLC e si stima che nel 2017 interesserà circa 105.000 pazienti nei primi otto paesi (Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti). Alla maggior parte dei pazienti NSCLC di stadio III viene diagnosticato un tumore non risolvibile. Da decenni i pazienti non hanno a disposizione altri trattamenti oltre alla chemioradioterapia, seguita da una sorveglianza attiva per monitorare la progressione.

Informazioni sullo studio PACIFIC
PACIFIC è uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, multicentrico di durvalumab come trattamento in pazienti "all-comer" (cioè indipendentemente dallo stato di PD-L1) con NSCLC di stadio III non instabile, la cui malattia non fosse progredita a seguito di chemioterapia e radioterapia a base di platino (CRT).
Lo studio è stato condotto in 235 centri in 26 paesi e coinvolge 713 pazienti. Gli endpoint primari sono PFS e OS, mentre gli endpoint secondari includono PFS e OS di riferimento, tasso di risposta oggettivo e durata della risposta.

Informazioni su durvalumab
Durvalumab è un anticorpo monoclonale umano che si lega alla PD-L1 e blocca l'interazione della PD-L1 con la PD-1 e la CD80, contrastando le tattiche di evacuazione immunitaria del tumore e rilasciando l'inibizione delle risposte immunitarie.

Imfinzi è approvato per l'NSCLC di Fase III negli Stati Uniti, Canada, Svizzera, India e Giappone sulla base dello studio PACIFIC di Fase III.
Nell'ambito di un ampio programma di sviluppo, Imfinzi viene anche testato come monoterapia e in combinazione con chemioterapia, radioterapia, piccole molecole e tremelimumab, un anticorpo monoclonale anti-CTLA4, come trattamento di prima o seconda linea per pazienti affetti da NSCLC, carcinoma polmonare a piccole cellule, carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, tumore alla testa e al collo e altri tumori solidi.