Tumore del polmone NSCLC metastatico, atezolizumab approvato in prima linea come regime a quattro farmaci

La Commissione europea ha approvato l'utilizzo di atezolizumab in combinazione con bevacizumab, paclitaxel e carboplatino per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma polmonare metastatico, non squamoso e non a piccole cellule (NSCLC).

La Commissione europea ha approvato l’utilizzo di atezolizumab in combinazione con bevacizumab, paclitaxel e carboplatino per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma polmonare metastatico, non squamoso e non a piccole cellule (NSCLC).

Sviluppato da Roche il farmaco è in commercio con il marchio Tecentriq ed è già approvato da AIFA per il trattamento in monoterapia di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico, precedentemente sottoposti a chemioterapia.

Per i pazienti con anomalie molecolari EGFR o ALK, il regime a 4 farmaci dovrebbe essere indicato solo dopo la progressione su terapie mirate appropriate.

L‘approvazione si basa sui dati dello studio di fase III IMpower150, che ha dimostrato che la combinazione di atezolizumab, bevacizumab e chemioterapia ha migliorato la sopravvivenza globale (OS) rispetto al bevacizumab e alla sola chemioterapia. Ilo via libero europeo segue quello dell’Fda già rilasciato lo scorso anno.

La sopravvivenza mediana era di 19,8 mesi con il regime atezolizumab rispetto ai 14,9 mesi con bevacizumab/carboplatino/paccitaxel (HR, 0,76; 95% CI, 0,63-0,93; P = 0,006) nella popolazione intent-to-treat. Inoltre, il regie con  atezolizumab ha ridotto il rischio di peggioramento della malattia e di decesso del 41 per cento.
Inoltre, il profilo di sicurezza della combinazione di atezolizumab era coerente con quanto riportato in studi precedenti.

Lo studio IMpower150 ha dimostrato un beneficio globale di sopravvivenza, compresi quelli in popolazioni chiave come le persone con mutazioni EGFR o ALK-positive o metastasi epatiche.

“Atezolizumab rappresenta un’evoluzione nell’ambito degli anticorpi monoclonali, classe di farmaci che ha rivoluzionato la pratica clinica dei tumori, essendo il primo anti PD-L1 con un’elevata componente di innovazione biotecnologica.”  aveva spiegato lo scorso anno al momento del lancio del farmaco in Italia Fortunato Ciardiello, Ordinario di Oncologia Medica all'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli“ L’elemento fondamentale che contraddistingue atezolizumab è il suo meccanismo d’azione diretto, selettivo e completo, che rappresenta una novità in confronto agli anti PD-1 presenti sul mercato. Diretto in quanto mira precisamente alla proteina PD-L1 nelle cellule tumorali e nelle cellule immunitarie infiltranti il tumore per riattivare le cellule T; selettivo, in quanto preserva le interazioni tra PD-L2 e PD-1, contribuendo a minimizzare le reazioni autoimmuni nel tessuto sano, aumentando la tollerabilità del farmaco e diminuendo gli effetti collaterali; completo in quanto impedisce alla PD-L1 di legarsi alle altre proteine, come ad esempio il recettore B71 presente in alcuni tipi di linfociti, sia in ambiente tumorale che nel linfonodo.”

Il tumore al polmone, di cui la tipologia NSCLC rappresenta l’85% dei casi,  rimane, ancora oggi, una delle neoplasie più complesse che gli oncologi si trovano ad affrontare, responsabile ogni anno di 1.6 milioni di decessi al mondo.