Tumore del polmone, parere europeo positivo per osimertinib

Ema

Il Chmp ha dato parere favorevole all'approvazione del nuovo anticancro osimertinib per il trattamento dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in fase metastatica positivi alla mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm)la cui malattia sia progredita nonostante l'impiego di una terapia con un inibitore tirosin chinasico oppure con una mutazione T790M dell'EGFR e mai trattai con inibitori della tirosin kinasi. Sviluppato da AstraZeneca, una volta approvato in via definitiva sarà posto in commercio con il marchio Tagrisso.

Il Chmp ha dato parere favorevole all’approvazione del nuovo anticancro osimertinib per il trattamento dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in fase metastatica positivi alla mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm)la cui malattia sia progredita nonostante l'impiego di una terapia con un inibitore tirosin chinasico oppure con una mutazione T790M dell'EGFR e mai trattai con inibitori della tirosin kinasi. Sviluppato da AstraZeneca, una volta approvato in via definitiva sarà posto in commercio con il marchio Tagrisso.

L’approvazione preliminare è stata rilasciata sulla base di una valutazione accelerata che l’Ema concede ai farmaci di interesse pubblico, specialmente quelli che costituiscono una innovazione terapeutica. La valutazione accelerata richiede 150 giorni anziché i canonici 210 giorni.

Osimertinib è un inibitore irreversibile e altamente selettivo che agisce sia sull'attivazione della sensibilizzazione EGFRm, sia sulla mutazione T790M che sviluppa resistenza, non interferendo con l'attività dell'EGFR non mutato wild-type.
Il farmaco è stato sviluppato per minimizzare l’impatto su due recettori biologici, noti come il recettore dell'insulina (IR) e il recettore del fattore di crescita insulino-simile (IGFR), al fine di ridurre il rischio di iperglicemia (elevati livelli di glucosio nel sangue). L'iperglicemia può portare alla necessità di trattare i pazienti con farmaci supplementari.

I pazienti affetti dalla forma EGFRm del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), riscontrabile nel 10-15 % dei pazienti affetti da NSCLC in Europa e nel 30-40 % dei pazienti con NSCLC in Asia, risultano particolarmente sensibili al trattamento con gli inibitori dell'EGFR-TK attualmente disponibili, che bloccano le vie di segnalazione cellulare che provocano la crescita delle cellule tumorali. Tuttavia, i tumori sviluppano quasi sempre una resistenza al trattamento, portando alla progressione della malattia.

In circa due terzi dei pazienti trattati con gli inibitori EGFR-TK approvati, ossia gefitinib e erlotinib, tale resistenza è causata dalla mutazione secondaria T790M. Allo stato attuale, non è disponibile nessuna target theraphy approvata per il trattamento dei tumori con la resistenza a questa mutazione.
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