L’Fda ha approvato l’uso di aflibercept per la terapia di seconda linea del tumore al colon retto metastatico in combinazione con la chemioterapia. Sviluppato da Sanofi e dalla biotech Regeneron Pharmaceuticals, il farmaco verrà messo in commercio con il marchio Zaltrap.

Aflibercept è una proteina di fusione che blocca in modo altamente specifico e potente tutte le isoforme del fattore di crescita dell'endotelio vascolare (VEGF) e del fattore di crescita placentare (PlGF), anch’esso, al pari del VEGF, un regolatore chiave dell'angiogenesi patologica. Il farmaco, che combina la regione Fc dell’IgG1 umana con la regione extracellulare dei recettori del VEGF VEGFR1 e VEGFR2, è attualmente in studio come possibile trattamento per svariati tipi di tumori solidi ed è anche già stato approvato per la terapia della degenazione maculare senile.

Il farmaco è stato approvato con un warning che mette in guardia cica il rischio che il farmaco possa causare sanguinamenti severi e alle volte anche fatali, così come lo sviluppo di perforazioni a carico del tratto gastrointestinale.

L’approvazione del farmaco per il tumore del colon retto si basa sui datti dello studio VELOUR, un trial multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che ha valutato l’effetto dell’aggiunta di aflibarcept al regime FOLFIRI in seconda linea in pazienti con tumore al colon metastatico, dopo il fallimento di una precedente chemioterapia a base di oxaliplatino. Allo studio hanno partecipato 1.226 pazienti, di cui 612 trattati con aflibercept 4 mg/kg e 614 con placebo, in entrambi igruppi in combinazione con la tripletta FOLFIRI. Endpoint primario era la sopravvivenza globale (OS) mentre tra gli endpoint secondari rientravano la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e altri parametri di efficacia e sicurezza.

Dopo un follow-up mediano di 22,28 mesi, l’OS mediana è risultata di 13,5 mesi nel gruppo aflibercept contro 12,06 nel gruppo placebo (P = 0,0032) e si sono osservati vantaggi significativi anche sul fronte della PFS mediana (6,90 contro 4,67 mesi; = 0,00007) e delle percentuali di risposta complessiva (19,8% contro 11,1%; P < 0,0001). In questo studio, l’aggiunta di aflibercept alla chemioterapia standard consente quindi di migliorare la sopravvivenza globale (OS) di circa 6 settimane e la sopravvivenza libera da progressione di 2 mesi rispetto alla sola chemio. A beneficiare dell’aggiunta sono stati sia i pazienti già trattati con bevacizumab sia quelli non trattati in precedenza con l’anticorpo.

Comunicato Fda