La biotech Human Genome Sciences ha reso noto di aver depositato il dossier registrativo di albinterferon alfa-2b, una nuova formulazione di interferone a lunga durata di azione sviluppata per la cura dell'epatite C. Quando in commercio avrà il marchio Zalbin.
La domanda di registrazione (Biologic License Application, BLA) si basa sui risultati di due studi pivotal di fase III condotti su 2255 pazienti con epatite c. Gli studi hanno dimostrato come 900-mcg di albinterferon alfa-2b somministrati ogni 2 settimane hanno raggiunto l'end point di non inferiorità nei confronti di peginterferon alfa-2a (Pegasys) somministrato ogni settimana.

I due studi, noti come ACHIEVE 1 e ACHIEVE 2/3, hanno valutato albinterferon alfa-2b vs. peginterferon alfa-2a, in combinazione con ribavirina, nella terapia di pazienti naïve alla terapia con interferone. I pazienti erano colpiti da epatite C cronica infettati dal genotipo 1 del virus (ACHIEVE 1) e dai genotipi 2 e 3 (ACHIEVE 2/3).

Albinterferon alfa 2b (interferone coniugato con albumina, nome commerciale Albuferon) è prodotto tramite fusione di interferone alfa con albumina umana, una proteina che gli permette di restare attivo più a lungo nell'organismo. L'albinterferon, potrebbe venire somministrato ogni due o quattro settimane, rispetto alle tre volte dell'interferone alfa convenzionale, oppure alla somministrazione settimanale necessaria per l'interferone pegilato alfa (Pegasys o PegIntron).

Il farmaco è sviluppato congiuntamente da Human Genome Sciences e Novartis che nel 2006 ne ha acquisito i diritti mondiali per la commercializzazione.
Entro la fine dell'anno, Novartis prevede di depositare la domanda di registrazione negli altri paesi, a incominciare dall'Europa. Il brand sarà Joulferon.