L’Fda ha lanciato un’allerta riguardante il possibile rischio di aritmia cardiaca potenzialmente fatale per le persone che fanno uso dell’antibiotico azitromicina. Secondo l’agenzia americana, l’antibiotico può causare alterazioni dell’attività elettrica del cuore con il prolungamento dell’intervallo QT, che può essere potenzialmente fatale.

I medici dovrebbero quindi prestare attenzione nel prescrivere il farmaco a pazienti che soffrono di aritmia cardiaca o che presentano fattori di rischio quali livelli ridotti di potassio o magnesio, una frequenza cardiaca ridotta rispetto alla norma o persone che fanno uso di farmaci antiaritmici. Inoltre, il farmaco può causare problemi alle persone che soffrono della torsione di punta, una rara anomalia del ritmo cardiaco.

La nuova avvertenza è stata inserita nel foglietto illustrativo del farmaco. Comunque, specifica l’Fda, è noto che altri farmaci appartenenti alla stessa classe dell’azitromicina, i macrolidi, o altri antibiotici come i fluorochinoloni possono essere associati al prolungamento del tratto QT.

In realtà non c'è nulla di nuovo, perchè il warning dell’Fda scaturisce dai risultati di uno studio pubblicato lo scorso maggio sul New England Journal of Medicine, un trial che aveva confrontato il rischio di morte cardiovascolare associato a differenti farmaci antimicrobici.

Dallo studio era emerso che un ciclo di 5 giorni di azitromicina era associato a un incremento del rischio di mortalità cardiovascolare, e che questo era più accentuato nei pazienti con un profilo elevato di rischio cardiovascolare. Questo effetto era significativamente maggiore rispetto ad amoxicillina o ciprofloxacina, mentre non era differente da quello di levofloxacina.

Lo studio era stato disegnato per rilevare l’aumento del rischio di mortalità correlato a effetti cardiaci a breve termine dei farmaci, escludendo pazienti con gravi patologie non-cardiovascolari.  La coorte analizzata includeva soggetti in terapia con azitromicina (347.795 prescrizioni), persone che non facevano uso di antibiotici (1.391.180 periodi di controllo) e pazienti che assumevano amoxicillina (1.348.672 prescrizioni), ciprofloxacina (264.626 prescrizioni) o levofloxacina (193.906 prescrizioni).

Durante 5 giorni di terapia è stato osservato un aumento del rischio di mortalità cardiovascolare nei pazienti che facevano uso di azitromicina, rispetto a quelli che non assumevano antibiotici (HR 2,88; IC 95% 1,79-4,63; p<0,001) e di mortalità per qualsiasi causa (HR 1,85; 1,25-2,75; p=0,002).

I pazienti che avevano assunto amoxicillina non hanno mostrato alcun aumento del rischio di mortalità durante lo stesso periodo. Nel confronto con amoxicillina, azitromicina è risultata associata a un aumento del rischio di mortalità cardiovascolare (HR 2,49; 1,38-4,50; p=0,002) e di morte per tutte le cause (HR 2,02; 1,24-3,30; p=0,005), con una stima di 47 morti cardiovascolari aggiuntive per 1 milione di cicli di terapia; i pazienti nel decile più alto di rischio per malattie cardiovascolari hanno avuto circa 245 morti cardiovascolari aggiuntive per 1 milione di cicli di terapia. Il rischio di mortalità cardiovascolare era significativamente maggiore con azitromicina che con ciprofloxacina, ma non differiva significativamente da quello con levofloxacina.

I risultati di questo studio evidenziano come il rischio di mortalità cardiovascolare possa essere più elevato in pazienti sottoposti a trattamento con azitromicina rispetto a quelli trattati con amoxicillina o ciprofloxacina, ma non con levofloxacina.

In particolare, rispetto all’amoxicillina, l’esposizione a 5 giorni di terapia con azitromicina era associata ad un lieve aumento del rischio assoluto di mortalità cardiovascolare. Tale incremento risulta molto più pronunciato in pazienti con rischio cardiovascolare basale elevato.

Comunicato Fda