Artrite reumatoide, Fda boccia l'anti IL-6 sirukumab

Johnson & Johnson ha annunciato di aver ricevuto dall'Fda una cosiddetta "complete response letter" per la sua domanda di registrazione di sirukumab come un potenziale trattamento per l'artrite reumatoide (AR) da moderatamente a severamente attiva. In pratica l'agenzia americana ha negato l'approvazione per il farmaco chiedendo all'azienda produttrice ulteriori dati clinici per valutare meglio la sicurezza in questa indicazione dell'anticorpo monoclonale sperimentale anti-IL-6.

Johnson & Johnson ha annunciato di aver ricevuto dall’Fda una cosiddetta  “complete response letter” per la sua domanda di registrazione di sirukumab come un potenziale trattamento per l'artrite reumatoide (AR) da moderatamente a severamente attiva. I

n pratica l’agenzia americana ha negato l’approvazione per il farmaco chiedendo all’azienda produttrice ulteriori dati clinici per valutare meglio la sicurezza in questa indicazione dell'anticorpo monoclonale sperimentale anti-IL-6.

La decisione arriva dopo che il mese scorso un comitato consultivo dell'Fda aveva rifiutato di sostenere l'approvazione del farmaco votando 12-1 sul fatto che i benefici della nuova terapia non superano i suoi rischi. Nei documenti pubblicati prima della riunione del panel di esperti, il personale dell’Fda chiamato ad allestire la pratica aveva citato prove di un aumento della mortalità globale per il farmaco rispetto al placebo. Dei 35 decessi verificatisi entro 16 settimane dall' ultima dose di farmaco, 34 avevano coinvolto pazienti trattati con sirukumab. L’Fda ritiene che le cause principali dei decessi - malattia cardiovascolare e gravi infezioni – siano da ricollegarsi agli effetti immunosoppressivi del farmaco.

Alcuni esperti che a luglio si erano espressi in maniera negativa circa l’approvazione del farmaco, avrebbero anche superato le loro preoccupazioni sullo sbilanciamento nel numero dei decessi e avrebbero votato "sì" alla sua approvazione se il farmaco di J&J costituisse una reale innovazione Ma Roche e Sanofi hanno già ottenuto l'approvazione per farmaci che interferiscono con il segnale dell’IL-6 - tocilizumab e sarilumab, rispettivamente - anche se agiscono in modo diverso rispetto al sirukumab. La maggior parte degli esperti ha quindi visto poche ragioni per raccomandare il farmaco di J&J.

Newman Yeilding, responsabile dello sviluppo immunologico presso l'unità R&D Janssen di Johnson & Johnson, ha commentato:" siamo delusi da questo sviluppo perché riteniamo che i dati accumulati fino ad oggi supportino l'efficacia e la sicurezza di sirukumab nel trattamento dell’AR da moderatamente a gravemente attiva". Yeilding ha aggiunto: "stiamo rivedendo i dettagli della “complete response letter” e pianifichiamo di avere una discussione di follow-up con l'agenzia per ottenere una piena comprensione dei requisiti Fda per l' approvazione da parte degli Stati Uniti".

Johnson & Johnson ha osservato che la domanda di registrazione è stata supportata da dati provenienti dal programma clinico di Fase III di Plivensia, composto da cinque studi e da circa 3100 pazienti con AR, compresi quelli che presentavano una malattia attiva nonostante l'uso di DMARDS e di farmaci biotecnologici. I risultati positivi degli studi di Fase III SIRROUND-D, SIRROUND-H e SIRROUND-T sono stati pubblicati nel 2015, mentre i dati aggiuntivi presentati lo scorso anno da SIRROUND-D hanno mostrato che il farmaco ha rallentato significativamente i danni articolari e migliorato i sintomi dell’AR, rispetto al placebo.

Il prossimo mese di novembre, Janssen riacquisterà i diritti globali esclusivi per il farmaco a seguito della recente decisione di GlaxoSmithKline, con cui ne condivideva le ricerche,  di interrompere lo sviluppo del farmaco. Il prodotto è attualmente in corso di revisione in Europa e in Giappone come terapia sottocutanea per adulti con AR da moderatamente a gravemente attiva.

Nel frattempo, il mese scorso, Eli Lilly e il partner Incyte hanno annunciato che sperano di poter ripresentare all’Fda la domanda di registrazione per baricitinib, un inibitore orale JAK a somministrazione once a day studiato per la terapia dell’AR da moderata a severa e già approvato in Europa. In precedenza, le due società avevano indicato che ci sarebbe stato un ritardo di almeno 18 mesi prima di poter ripresentare il farmaco, che la Fda aveva respinto in aprile.

Inizialmente, le due aziende avevano pensato che l’Fda pretendesse un nuovo studio clinico a conferma dei dati di sicurezza, poi evidentemente l’agenzia americana ha cambiato opinione. E’ probabile che in Janssen sperino in un esito simile.