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Bpco, sì Fda a dose più bassa di indacaterolo

Sostegno, ma non incondizionato, di un gruppo di esperti dell'Fda all'approvazione del broncodilatatore indacaterolo per il trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Con 13 voti a favore e 4 contro il comitato si è espresso a favore del via libera alla dose più bassa (75 mcg), ma con 12 no e 5 sì ha espresso parere negativo per quella più alta (150 mcg).

Spiegando l'esito della votazione, gli specialisti hanno detto che la dose maggiore non offre vantaggi aggiuntivi rispetto a quella più bassa. Inoltre, diversi membri del gruppo hanno ritenuto  che il database di Novartis (l'azienda che ha scoperto e sviluppato il farmaco) relativo alla sicurezza, che include dati su oltre 15 mila pazienti, non ha ancora un follow-up sufficientemente lungo per stabilire se i 150 mcg sono sicuri quanto i 75.

Tutti i dosaggi esaminati dalla Fda sono stati giudicati sicuri.

Da notare che in Europa il farmaco è stato registrato nel dicembre 2009 alle dosi di 150 e 300 mcg ed è già in commercio (anche in Italia) con il marchio Onbrez Breezhaler, mentre negli Stati Uniti dovrebbe chiamarsi Arcapta Neohaler.

Secondo quanto riferito da Novartis, l’approvazione negli Usa del dosaggio inferiore rispetto a quelli commercializzati negli altri Paesi è giustificabile con il principio seguita dall’Fda dell’approvazione “del minimo dosaggio efficace dei farmaci”. Anche altri agenti per la cura della Bpco, per esempio le associazioni precostituite di salmeterolo e fluticasone, fa notare l’azienda, sono approvate oltreoceano a un dosaggio dimezzato rispetto a quello autorizzato in Europa.

Data l’ampiezza del programma di sviluppo clinico di indacaterolo (oltre 6mila i pazienti coinvolti), la decisione finale dell'agenzia, attesa inizialmente per l'1 aprile, è stata posticipata al 1 luglio per consentire a tutti i membri del Comitato di prenderne visione.

Indacaterolo è un beta-agonista adrenergico ultra-long acting (Laba) disponibile in monosomministrazione giornaliera. Agisce stimolando i recettori beta-2 della muscolatura liscia delle vie aeree. Si ottiene così un rilassamento muscolare e di conseguenza un aumento del diametro delle vie respiratorie, tipicamente ridotto nella Bpco. La sua azione antinfiammatoria deriva dall'inibizione del rilascio di mediatori da parte delle mast-cellule polmonari.
Gli altri Laba richiedono invece una doppia somministrazione giornaliera. Se approvato, indacaterolo sarebbe l'unico Laba once daily e l'unico con due differenti dosaggi in commercio.

Attualmente, Novartis sta facendo a gara con GlaxoSmithKline per arrivare a un farmaco due-in-uno che combini un Laba con un antagonista muscarinico a lunga durata d'azione (Lama), in modo da fornire ai pazienti una terapia più comoda ed efficace.

La combinazione di Novartis, nota per ora con la sigla QVA149, combina un Lama, il glicopirronio bromuro, con 150 mcg di indacaterolo. Ecco perché un rifiuto o anche solo un ritardo da parte dell'Fda nell'approvazione di questo dosaggio determinerebbe uno stallo per la nuova combinazione.
Secondo alcuni analisti, l'azienda potrebbe vedersi costretta a riformulare il prodotto, abbassando il dosaggio dell'indacaterolo a 75 mg. Ma questa mossa potrebbe ritardare di un anno l'arrivo della combinazione.

Fino a poco tempo fa, il gigante di Basilea non era particolarmente competitivo sui farmaci respiratori, difficili da produrre per via degli inalatori necessari per la somministrazione. Attualmente, però, quest'area terapeutica sta emergendo come cruciale per il futuro dell'azienda grazie allo sviluppo di nuovi medicinali "griffati" e alla collaborazione con il partner Vectura per la produzione dei generici di prodotti di grande successo come Advair di GlaxoSmithKline o Symbicort di AstraZeneca.

Quello della Bpco e delle malattie respiratorie in generale è un mercato importante. Al momento, secondo le stime dell'Oms, le persone affette da Bpco di grado moderato-severo sono circa 80 milioni in tutto il mondo.

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