La Food and Drug Administration ha approvato paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle (nab-paclitaxel), in combinazione con gemcitabina, come trattamento di prima linea per il carcinoma pancreatico avanzato.

La nuova indicazione si basa sui risultati positivi dello studio MPACT (Metastatic Pancreatic Adenocarcinoma Clinical Trial), un trial internazionale di fase III, randomizzato e in aperto, che ha coinvolto 861 pazienti con carcinoma pancreatico metastatico, i cui risultati sono stati presentati nel gennaio scorso durante il Gastrointestinal Cancers Symposium dell'American Society of Clinical Oncology.

Nel gruppo trattati con paclitaxel legato all’albumina, si è osservato un incremento statisticamente significativo della sopravvivenza globale (OS) rispetto ai pazienti trattati con la sola gemcitabina (OS mediana 8,5 mesi contro 6,7; HR 0,72; P = 0,000015). Inoltre, nel gruppo trattato con il nuovo farmaco si è osservato un aumento del 59% della sopravvivenza a un anno (35% contro 22%; P = 0,0002) e un raddoppio della sopravvivenza a 2 anni (9% contro 4%; P = 0,02), rispetto alla sola gemcitabina.

Con 861 pazienti è lo studio più grande finora condotto in questa popolazione di pazienti. Le curve di sopravvivenza con la terapia di combinazione si discostano già al terzo mese e, cosa importante, rimangono separate anche dopo 2 anni dall'inizio del trattamento.

Il prodotto è attualmente registrato sia in Europa sia negli Usa per il trattamento del tumore al seno metastatico già trattato e solo negli Stati Uniti come trattamento di prima linea del cancro al polmone non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico.
Celgene sta ora pianificando uno studio multicentrico di fase III, randomizzato e controllato, in cui si valuterà l’attività del farmaco, sempre in combinazione con gemcitabina, contro il tumore al pancreas in fase adiuvante.

Gli studi preclinici hanno dimostrato che la formulazione di paclitaxel legato all'albumina raggiunge il microambiente tumorale in modo più efficiente rispetto a paclitaxel disciolto in solvente e che l’albumina facilita l’accumulo del chemioterapico nelle cellule tumorali.

Grazie a una tecnologia nota come piattaforma nab (sviluppata e brevettata da Celgene) l’albumina facilita innanzitutto il trasporto di paclitaxel attraverso le cellule endoteliali (transcitosi), sulla cui membrana la proteina si lega al suo recettore (gp60), innescando la formazione di cavità (caveole) che racchiudono il complesso recettore-albumina legata a paclitaxel; la successiva apertura delle caveole fa sì che paclitaxel-albumina sia veicolato in modo mirato nell’interstizio tumorale, dove l’albumina si accumula legandosi specificamente a una proteina che abbonda in questo ambiente, denominata SPARC (Secreted Protein Acidic Rich in Cysteine), consentendo così a maggiori quantità di principio attivo di penetrare nel tumore.

Questo tumore, che è una delle prime cinque cause di morte nella fascia di età da 50 e 70 anni, sia nell’uomo, sia donna. E’ una malattia subdola che viene scoperta quasi sempre tardi. In più del 60% dei casi al momento della diagnosi è metastatica, nel 30 % è localmente avanzata e solo nel 10 % è resecabile (cioè può esse. Secondo le stime del National Cancer Institute Americano, nel 2013 in Usa verranno diagnosticati 45.220 nuovi casi e si registreranno 38.460 decessi causati dalla malattia. In Italia s registrano circa 11mila casi l’anno.

Comunicato Fda