La Food and Drug Administration ha concesso la “Breakthrough Therapy designation”, un iter regolatorio accelerato riservato ai farmaci considerati particolarmente innovativi, per LDK378, un nuovo farmaco anticancro sviluppato per il tumore al polmone non a piccole cellule positivo alla mutazione ALK (anaplastic lymphoma kinase) in pazienti resistenti o intolleranti a crizotinib (farmaco da poco registrato dall’Ema e con lo stesso meccanismo di azione).

Il gene ALK dà origine a una proteina di fusione, chiamata EML4-ALK, che stimola la crescita tumorale. La traslocazione EML4-ALK è rara, essendo presente solo nel 2-7% dei tumori polmonari non-piccole cellule, ed è più frequente in pazienti non fumatori o che non hanno fumato poco, e nei pazienti con adenocarcinoma. Il loro tumore non contiene mutazioni del gene per il recettore del fattore di crescita epidermoidale (EGFR) o del gene K-Ras (che sono invece trattabili con altri farmaci biologici mirati).
Analogamente a crizotinib (Pfizer), il farmaco compete con l’ATP (o adenosintrifosfato, una micro-molecola in grado di attivare i processi biochimici che richiedono energia) per l’ALK  e, sostituendosi all’ATP, ne impedisce il funzionamento.

Novartis ha reso noto che attualmente sono in corso due studi di Fase II e l’azienda sta per lanciare un ampio programma di fase III. Il deposito del dossier all’Fda, anche alla luce del “fast track” dovrebbe avvenire all’inizio del prossimo anno.

Nel primo studio sugli esseri umani questo inibitore di Alk ha dimostrato un’attività fuori della norma sul carcinoma polmonare non a piccole cellule, su pazienti in cui il tumore era progredito dopo l’uso di crizotinib. Questo studio, presentato all’ultimo congresso dell’ASCO, ha evidenziato tassi di risposta dell’80% nei pazienti tratti con il nuovo farmaco di Novartis.

Il farmaco, LDK378, è attualmente studiato anche in Italia, presso l’Ospedale San Gerardo Monza. In un prossimo futuro verrà adottato da altri 4 centri italiani. Viene somministrato nei pazienti che sviluppano resistenza durante l’impiego di crizotinib. Quest’ultimo, a sua volta impiegato solo in alcuni centri italiani, è un farmaco ad azione selettiva intelligente che viene somministrato nei pazienti affetti da tumore al polmone che sviluppano un marcatore genetico denominato ALK-EML4.

Tale marcatore si presenta in circa il 5% dei casi di cancro; nei pazienti trattati con crizotinib sono stati registrati miglioramenti a lunga durata, ma in circa il 60% dei casi si è sviluppata, nel tempo, una forma di resistenza delle cellule tumorali, e il farmaco ha perso la sua efficacia. In questi casi ora, al San Gerardo, si interviene con la somministrazione di LDK378. Lo piega il professor Paolo Bidoli, direttore di Oncologia medica al San Gerardo: “Si tratta di un programma con una molecola orale (LDK378) potenzialmente attiva su un sottogruppo di pazienti con particolari caratteristiche biomolecolari. I dati disponibili indicano che LDK378 supera la resistenza che le cellule sviluppano durante l’impiego di crizotinib. Anche se la popolazione che potrà beneficiare di questo farmaco è piuttosto ristretta, i risultati preliminari sono incoraggianti”.

La Breakthrough Therapy designation è un iter regolatorio privilegiato, molto simile alla Fast Track ma ancora più veloce. Consente all'azienda che lo ottiene di depositare all'Fda le varie parti del dossier registrativo, soprattutto quella clinica, ma mano che sono completate, senza attendere di avere tutti i dati disponibili. In questo modo il feed-back dalle autorità regolatorie è molto più rapido e ciò consente di abbreviare considerevolmente i tempi di registrazione.