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Cancro del polmone, approvazione accelerata Fda per pembrolizumab

L’ Fda ha concesso a pembrolizumab l’approvazione accelerata, ampliando la sua indicazione per includere i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule PD-L1-positivi (NSCLC) la cui malattia sia progredita dopo il trattamento precedente (chemioterapia a base di platino e, in caso fosse indicata, una terapia approvata dall’Fda per le aberrazioni genetiche di EGFR o ALK).

Il farmaco è stato approvato per l'uso abbinato con un “companion diagnostic” sviluppato dalla società Agilent Technologies, che è il primo test progettato per rilevare l'espressione di PD-L1 nei tumori NSCLC.

Pembrolizumab è un inibitore del check point immunitario PD-1 ed è già approvato per la terapia del melanoma avanzato o non resecabile, diventando il primo PD-1 inibitore a vincere l’autorizzazione all'immissione in commercio negli Stati Uniti. Il farmaco aveva ricevuto la designazione di terapia fortemente innovativa dall’Fda per il trattamento dell’NSCLC avanzato.

Richard Pazdur, direttore dell’Office of Hematology and Oncology Products che fa parte del Center for Drug Evaluation and Research dell’Fda, ha commentato: "l'approvazione di oggi di pembrolizumab offre ai medici la possibilità di individuare i pazienti specifici che possono essere più probabilità di trarre beneficio da questo farmaco."

La decisione dell’Fda si è basata sui dati dello studio KEYNOTE-001, un trial di Fase Ib, che ha valutato pembrolizumab in 280 pazienti con NSCLC metastatico che era progredito dopo chemioterapia contenente platino, e se del caso, una terapia per le mutazioni EGFR o ALK.

Un sottogruppo di 61 pazienti ha avuto anche tumori positivi PD-L1 sulla base dei risultati del test diagnostico 22C3 pharmDx. I risultati hanno mostrato che la terapia con pembrolizumab è stata associata con un tasso complessivo di risposta del 41 per cento nei pazienti con espressione di PD-L1 sulle cellule tumorali con punteggio di almeno il 50 per cento, e l'effetto è durato tra i 2,1 mesi e 9,1 mesi.

Merck ha osservato che nei pazienti che hanno risposto, l’84 per cento ha continuato a rispondere al trattamento con pembrolizumab, tra cui 11 pazienti con risposte in corso di sei mesi o più.
Informazioni su PD-L1 e sull'espressione di PD-L1.

PD-L1, anche chiamata 'ligando 1 della morte programmata', è una proteina espressa in molti tipi di cellule, ivi incluse alcune cellule tumorali. In condizioni normali l'interazione di PD-L1 con un'altra proteina, chiamata 'recettore 1 della morte programmata' (PD-1), funge da importante punto di controllo del sistema immunitario e mantiene quest'ultimo in equilibrio, evitando che il corpo attacchi le proprie cellule in caso di infiammazione o di infezione. Quando esprimono la proteina PD-L1, tuttavia, i tumori sono in grado di sfuggire alla rilevazione e alla distruzione da parte delle cellule T citotossiche, un tipo di cellula immunitaria che distrugge i tumori, e quindi riescono a sopravvivere e a crescere.

L'espressione PD-L1 dei tumori è stata osservata a diversi livelli in molti tipi di tumore, come quello mammario, polmonare o alla vescica, e nel carcinoma nasofaringeo. Sono in corso delle ricerche sui livelli elevati dell'espressione di PD-L1, chiamati sovraespressione, per il loro potenziale utilizzo per identificare i pazienti con maggior probabilità di rispondere a determinati approcci terapeutici su base immunitaria.

Comunicato Fda

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