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Cancro del polmone metastatico, Fda approva pembrolizumab più chemio come prima linea qualunque sia l'espressione di PD-L1

Cancro del polmone metastatico, Fda approva pembrolizumab più chemio come prima linea qualunque sia l'espressione di PD-L1
L'Fda ha approvato l'immunoterapico pembrolizumab in combinazione con pemetrexed per la terapia di prima linea di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) metastatico precedentemente non trattati.

Cancro del polmone metastatico, Fda approva pembrolizumab più chemio come prima linea qualunque sia l’espressione di PD-L1
L’Fda ha approvato l’immunoterapico pembrolizumab in combinazione con pemetrexed per la terapia di prima linea di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) metastatico precedentemente non trattati.

L’approvazione si basa sui risultati dello studio KEYNOTE-021, un trial in aperto che ha confrontato la terapia con 4 cicli di pemetrexed e carboplatino in 63 pazienti vs pemetrexed e carboplatino associati a 200 mg di pembrolizumab per via endovenosa somministrato ogni 3 settimane in 60 pazienti fino a alla progressione della malattia o a una tossicità inaccettabile.

I partecipanti ammissibili allo studio presentavano NSCLC localmente avanzato o metastatico non squamoso e non avevano precedentemente ricevuto alcuna terapia sistemica. I pazienti in entrambi i bracci potevano anche ricevere pemetrexed come terapia di mantenimento, a discrezione del ricercatore. I pazienti sono stati randomizzati a seconda dell'espressione tumorale di PD-L1 (punteggio percentuale tumorale [TPS] <1% vs TPS ≥ 1%).

Il punteggio TPS (Tumor Proportion Score) rappresenta la percentuale di cellule tumorali vitali che mostrano una colorazione di membrana parziale o totale (≥1+). Il campione deve essere considerato PD-L1 positivo se TPS ≥ 1% delle cellule tumorali vitali mostra colorazione di membrana di qualunque intensità (ovvero
≥ 1+).

I pazienti che hanno ricevuto il pembrolizumab presentavano migliori tassi di risposta complessivi e sopravvivenza libera dalla progressione. Il tasso di risposta globale è stato del 55% nei pazienti che hanno ricevuto pembrolizumab più chemioterapia vs 29% in coloro che hanno ricevuto la sola chemioterapia (p = 0,0032). La sopravvivenza media senza progressione era di 13 mesi con pembrolizumab vs 8,9 mesi per la sola chemioterapia per un rapporto di rischio di 0,53 (95% CI, 0,31-0,91; P = 0,0205).

Il tasso di risposta complessiva tra i pazienti con TPS <1% è stato del 57% nel gruppo trattato con pembrolizumab vs 13% nel gruppo chemioterapia. Nei pazienti con TPS ≥ 1%, la percentuale di risposta complessiva era del 54% nel gruppo trattato con pembrolizumab rispetto al 38% nel braccio chemioterapia.

Eventi avversi gravi si sono verificati nel 41% dei pazienti del braccio pembrolizumab vs 28% nei pazienti che hanno ricevuto la sola chemioterapia.

Gli eventi avversi più comuni di qualsiasi grado tra i pazienti che hanno ricevuto pembrolizumab sono stati la stitichezza (51%), astenia (71%) e nausea (68%). Gli eventi avversi di grado 3/4 comprendevano dispnea e astenia (3,4% ciascuna), diarrea, nausea, rash e vomito (1,7% ciascuna).

Il 10% dei pazienti ha interrotto la terapia con pembrolizumab a causa di eventi avversi, con danno renale  acuto (3,4%) come causa più comune.

Pembrolizumab può anche causare tossicità immune-mediata, tra cui colite, endocrinopatie, epatite, nefrite e polmonite. Sulla base della gravità, il pembrolizumab deve essere interrotto o trattenuto e, se necessario, ai pazienti devono essere somministrati con corticosteroidi.

La dose raccomandata di pembrolizumab per il NSCLC è di 200 mg IV ogni 3 settimane fino a progressione, tossicità inaccettabile o per 2 anni di terapia in pazienti senza progressione di malattia.

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