Colangite biliare primaria, Fda approva l'acido obeticolico

Fda

Prima importante approvazione per l'acido obeticolico al quale l'Fda ha dato il via libera definitivo per la terapia della colangite biliare primaria (PBC). Sviluppato dalla biotech americana Intercept, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Ocaliva.

Prima importante approvazione per l’acido obeticolico al quale l’Fda ha dato il via libera definitivo per la terapia della colangite biliare primaria (PBC). Sviluppato dalla biotech americana Intercept, il farmaco sarà messo in commercio con il marchio Ocaliva.

L’indicazione approvata dall’Agenzia americana si riferisce all0’uso in combinazione con l’acido ursodesossicolico (UDCA) in pazienti con inadeguata risposta al trattamento con UDCA o intolleranti all’UDCA.

L’acido obeticolico (OCA) è un analogo degli acidi biliari e un agonista di FXR (Farnesoid X Receptor). FXR è un recettore nucleare che regola la sintesi degli acidi biliari e la loro clearance epatica, prevenendone in tal modo l’accumulo che può risultare tossico.

Il farmaco è in sviluppo anche per la steatoepatite non alcoolica (NASH), patologia molto più frequente e quindi di maggiore rilevanza clinica ed economica. La NASH è una malattia epatica grave causata dall’eccessivo accumulo di grasso nel fegato che causa infiammazione cronica e, successivamente, fibrosi progressive (scarring) che può condurre a cirrosi ed infine ad insufficienza epatica, cancro e morte. Non vi sono al momento opzioni terapeutiche approvate per questa malattia.

Sviluppo clinico dell’acido obeticolico nella PBC
L’approvazione dell’Fda si basa sui dati del programma di sviluppo clinico per acido obeticolico in PBC, tra cui il trial di Fase III denominato POISE, che ha valutato la sicurezza e l'efficacia del farmaco in 216 pazienti con PBC che hanno avuto una risposta terapeutica inadeguata, o non erano in grado di tollerare l’acido ursodesossicolico (UDCA).

La New Drug Application di Intercept (NDA) per l’acido obeticolico include i dati di 432 pazienti che hanno ricevuto il farmaco. Globalmente, il dossier registrativo includeva i dati di 675 pazienti/anno di esposizione al farmaco. Alcuni pazienti sono in trattamento da oltre 5 anni.

Attualmente l’azienda sta arruolando i pazienti per lo studio di Fase IV denominato COBALT, un trial a lungo termine che studierà oltre 2mila pazienti con PBC.

I dati presentati dall’azienda per ottenere l'approvazione del farmaco prevedevano l’impiego di un singolo biomarcatore - la fosfatasi alcalina (ALP ) - come endpoint surrogato per la sopravvivenza libera da trapianto.
I dati su un altro tasto biomarcatore, la bilirubina totale erano in gran parte assente nella domanda di registrazione.

L’agenzia americana ha approvato il farmaco accontentandosi dei dati con l’end point surrogato ma per confermare l’approvazione ha chiesto all’azienda di produrre ulteriori dati clinici che confermino un aumento della sopravvivenza o la riduzione della sintomatologia della malattia.

Cos’è la colangite biliare primaria
In precedenza denominata cirrosi biliare primaria, la PBC è una malattia rara del fegato che origina primariamente dalla distruzione su base autoimmune dei dotti biliari con conseguente colestasi.  La malattia colpisce soprattutto il sesso femminile,  interessando circa 1 donna su 1000 dopo i 40 anni di età. In Europa, la malattia è causa di circa la metà dei trapianti di fegato a seguito di malattie colestatiche a del 6% di tutti i trapianti di fegato. Nessuna nuova opzione terapeutica per questa malattia e’ stata introdotta negli ultimi 20 anni.