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Dasatinib approvato dall'Fda in prima linea nella LMC Ph+

Dopo l'approvazione ottenuta nel 2006 per il trattamento dei pazienti con leucemia mieloide cronica (LMC) resistenti o intolleranti ad altre terapie, per dasatinib giunge adesso il via libera dell'Fda anche in fase iniziale di malattia.

Sviluppato da Bristol-Myers Squibb e disponibile in commercio con il marchio Sprycel, il farmaco ha dimostrato una migliore efficacia rispetto alla attuale terapia standard con imatinib nel trattamento della LMC Philadephia+.  Dasatinib si aggiunge così ad altri due farmaci approvati per quasta patologia, ovvero imatinib approvato nel maggio del 2001 e nilotinib, approvato nell'ottobre del 2007.

L'approvazione del farmaco si basa sui dati dello studio DASISION condotto su 519 pazienti, in 26 Paesi inclusa l'Italia. Il trial ha dimostrato una migliore efficacia di dasatinib rispetto all'attuale terapia standard con imatinib nel trattamento della LMC Philadephia+.
Il 77% dei pazienti trattati con dasatinib ha raggiunto la risposta citogenetica completa confermata al 12mo mese di trattamento, rispetto al 66% di quelli in terapia con imatinib. La risposta citogenetica completa confermata viene rilevata in due valutazioni distinte eseguite a distanza di almeno 28 giorni l'una dall'altra.

Lo studio internazionale DASISION è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine ed è stato anche presentato nella late breaking abstract session dell'ASCO, il massimo appuntamento di oncologia americana e subito dopo in Europa nella sezione "Best Abstracts" del Congresso della Società Europea di Ematologia (EHA).

La LMC è una malattia rara: l'incidenza della malattia aumenta con l'età (solo nel 2% dei casi si manifesta sotto i 20 anni d'età), rappresenta il 15% di tutte le leucemie degli adulti e il 4% di quelle dell'infanzia. Le cellule leucemiche sono caratterizzate dalla presenza nel nucleo di un cromosoma anomalo, chiamato cromosoma Philadelphia dalla città dove è stato isolato la prima volta, nel 95% dei casi.
Questo cromosoma si forma per fusione di due geni in due cromosomi diversi: il gene BCR del cromosoma 9 e il gene ABL del cromosoma 22. Il gene ibrido risultante (BCR-ABL) stimola la proliferazione delle cellule leucemiche.

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