L’Fda ha approvato l’impiego di denosumab per la terapia di pazienti adulti e adolescenti con scheletro già formato affetti osteoclastoma non resecabile oppure in cui l’intervento chirurgico possa determinare gravi deformità. Conosciuto anche come tumore a cellule giganti (GCT), è un tumore raro che colpisce le ossa, specie le epifisi e le metafisi delle grandi ossa lunghe.

Questa indicazione si aggiunge alle due già approvate (osteoporosi e prevenzione di eventi correlati all’apparato scheletrico negli adulti con metastasi ossee da tumori solidi).

L’approvazione del farmaco per questa nuova indicazione fa seguito a due studi in aperto che hanno arruolato 187 pazienti e nei quali si è evidenziato un tasso complessivo di risposta pari al 25%. Il tempo medio di risposta era di tre mesi. Nei 47 pazienti che hanno evidenziato una risposa obiettiva, il 51% di essi presentava una durata della risposta pari a 8 mesi.

Il GCT è una neoplasia centrale dell’osso, caratterizzata da strati di cellule neoplastiche ovoidali mononucleate che esprimono il ligando di RANK, cellule mononucleate RANK-positive della linea mieloide e una popolazione distribuita casualmente di grandi cellule giganti che esprimono il recettore RANK (il principale mediatore del riassorbimento osseo e responsabile della differenziazione, attivazione e sopravvivenza degli osteoclasti).

Il tumore a cellule giganti è generalmente benigno e unico, tuttavia non sono rari i casi, specialmente dopo un trattamento di radioterapia, di trasformazione (ma si può anche verificare una trasformazione spontanea del tumore) da benigna a maligna con metastasi molto diffuse ed infiltrazione delle cellule neoplastiche; in questi casi il tumore viene trattato come sarcoma. L'età più colpita è quella tra i 20 ed i 40 anni circa, anche se, tuttavia, nessuna età è priva di rischio. Può formare metastasi ai polmoni. Ha una recidività in circa il 50% dei casi. La massa tumorale è formata principalmente di cellule giganti multinucleate (da 12-16 ed anche più nuclei) e fasci di cellule fusiformi.

Comunicato Fda