L’Fda ha approvato alogliptin, un nuovo antidiabetico sviluppato da Takeda che appartiene alla classe degli inibitori dell’enzima DDP-4  (dipeptidil-peptidasi IV).
L’approvazione si riferisce a tre diversi farmaci: alogliptin in monoterapia (il marchio con cui verrà messo in commercio è Nesina), la sua associazione con metformina (il marchio è Kazano) e con pioglitazione (il marchio è  Oseni).

Alogliptin appartiene alla stessa classe di sitagliptin, saxagliptin, vildagliptin e linagliptin. Attraverso l'inibizione della DPP-4, aumentano i livelli circolanti delle incretine GLP-1 e GIP che a loro volta inibiscono la secrezione del glucagone, con conseguente abbassamento della glicemia, incremento della secrezione di insulina e diminuzione dello svuotamento gastrico.

L’Fda ha però richiesto all’azienda di condurre cinque studi di poster marketing surveillance, tra i quali uno sugli eventi cardiovascolari e altri per verificare la presenza di anormalità a livello epatico e del pancreas.

La storia di alogliptin  è stata tribolata. Nel 2007 Takeda aveva inviato all’Fda la prima richiesta di approvazione del farmaco. Nel mese di giugno  del 2009, l'Agenzia americana aveva inviato a Takeda un ‘complete response letter’ nella quale si chiedevano nuovi dati sulla sicurezza cardiovascolare di alogliptin necessari per soddisfare i nuovi e più stringenti criteri di valutazione dei farmaci antidiabetici fissati nel dicembre 2008 a seguito delle polemiche sulla sicurezza cardiovascolare di rosiglitazone.

Il rideposito della richiesta di approvazione di questi medicinali (alogliptin da solo e in associazione a metformina e pioglitazone), avvenuto nel luglio del 2100 si è basato sui dati di un'analisi ad interim dello studio EXAMINE (EXamination of CArdiovascular OutcoMes: AlogliptIN vs. Standard of CarE in Patients with type 2 diabetes Mellitus and Acute Coronary Syndrome)  condotto per valutare la sicurezza cardiovascolare di alogliptin in aggiunta alla terapia standard in 5.400 pazienti con diabete di tipo 2 e sindrome coronarica acuta. I risultati definitivi dello studio sono attesi per il 2015 ma evidentemente i dati preliminari sono positivi, tanto da aver indotto Takeda a ridepositare il dossier registrativo e adesso l’Fda ad approvare il farmaco.

Il programma di sviluppo clinico di alogliptin ha incluso 14 trial che hanno arruolato complessivamente 8.500 pazienti provenienti da circa 1.000 centri in tutto il mondo. Negli studi il farmaco, in combinazione con le cure standard per il diabete di tipo 2 o in monoterapia in associazione alla dieta e all’esercizio fisico, ha mostrato di ridurre in maniera significativa i livelli di emoglobina glicata in un periodo di due o tre mesi (-0,4-0,6%).

Gli eventi avversi più comuni erano emicrania, infezioni del tratto urinario, nasofaringiti, e infezioni del tratto respiratorio superiore.

Degli 8.500 pazienti arruolati, 3.000 hanno ricevuto la combinazione di alogliptin e pioglitazone a dose fissa sotto forma di un’unica compressa. Da questi studi è emerso che la combinazione dei medicinali migliora significativamente il controllo glicemico. Gli eventi avversi più frequenti erano nasofaringiti, lombalgia, infezioni del tratto urinario e influenza.

Comunicato Fda