L’Fda ha approvato  due nuove indicazioni per l'utilizzo di lurasidone: in monoterapia e come terapia aggiuntiva da usarsi in concomitanza con litio o valproato, in entrambi i casi per il trattamento di pazienti adulti affetti da episodi di depressione maggiore associati a disordine bipolare di tipo I (depressione bipolare). Nel 2010 l’Fda aveva giù approvato lurasidone per il trattamento della schizofrenia. 

Il farmaco è un antipsicotico atipico che si somministra una volta al giorno per via orale. In Europa la domanda di registrazione è stata presentata da Takeda nell’ottobre del 2012 e il farmaco è in attesa dell’approvazione.

Sviluppato dalla giapponese Dainippon Sumitomo Pharma, la settima azienda del mercato giapponese, verrà messo in commercio in Usa da Sunovion Pharmaceuticals (società possieduta da Dainippon) con il marchio Latuda.

L’approvazione si basa sui dati di due separati studi clinici di Fase III, destinati ad analizzare l'efficacia e sicurezza dell'uso di lurasidone come trattamento aggiuntivo e monoterapia in pazienti affetti da Disordine Bipolare I (PREVAIL 1 e PREVAIL 2; PRogram to EValuate the Antidepressant Impact of Lurasidone). In generale, nel corso di entrambe le sperimentazioni, nei pazienti trattati con lurasidone si è verificato un significativo miglioramento dei sintomi depressivi, così come da rilevazioni in conformità con la scala di valutazione Montgomery-Asberg, a differenza dei pazienti trattati con placebo.

Lurasidone è un antipsicotico di seconda generazione. Il lurasidone si può differenziare da altri antipsicotici di seconda generazione per il suo profilo di legame recettoriale, con alta affinità per il recettore serotoninergico 5-HT7, noradrenergico α2C (azione antagonista), e serotoninergico 5-HT1A (azione agonista parziale debole-moderata), oltre che per l'alta affinità di legame per i recettori D2 della dopamina e 5-HT2A della serotonina. Lurasidone ha una scarsa affinità per i recettori 5-HT2C della serotonina, H1 dell'istamina e M1 dell'acetilcolina.

Lurasidone è associato a minimo aumento di peso e ad alterazioni clinicamente non significative nei livelli di glucosio, lipidi, prolattina, o intervallo QT all'elettrocardiogramma.